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Pontedera

L’ultimo saluto a Mario Canessa

L’ultimo saluto a Mario Canessa

L’omaggio alla salma in Comune a Livorno, la cerimonia nella chiesa del Rosario

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VOLTERRA. C’era anche Ciro, quel bambino che oggi ha più di settant’anni e che sarebbe morto se Mario Canessa, giovane agente-partigiano, non lo avesso aiutato ad attraversare il confine verso la Svizzera.

Per l’ultimo saluto al suo eroe Ciro ha attraversato l’Italia durante la notte.

Come tanti altri amici del “Giusto tra le nazioni” che era nato a Volterra 97 anni fa e aveva deciso di vivere a Livorno si è stretto nel silenzio della sala preconsiliare di Palazzo Civico dove è stata deposta la salma.

Aveva la cittadinanza onoraria sia di Volterra che di Livono, Mario Canessa e davanti al suo feretro sono passate le massime autorità della città di mare e di quella etrusca; i due sindaci Filippo Nogarin e Marco Buselli, i massimi responsabili delle forze dell’ordine, il prefetto Tiziana Costantino. E poi gli ex partigiani dell’Anpi guidati dal presidente Gino Niccolai e da Laura Bandini. Senza dimenticare gli esponenti del mondo ebraico, con in testa il rabbino Yair Didi e Guido Guastalla, l’uomo che ha segnalato alle autorità di Gerusalemme il nome di Canessa per arrivare a farlo inserire nello Yad Vashem e proclamarlo “Giusto fra le nazioni”, il più alto fra gli onori che Gerusalemme riconosce a chi ebreo non è.

Da Volterra è arrivato Giovanni Del Colombo, cugino di Mario Canessa e maestro alabastraio. Ma c’erano anche i nipoti Stefano e Stafania Canessa.

Il carro funebre ha lascaito palazzo civico poco dopo le 14.45 per la messa funebre nella chiesa del Rosario a Livorno, in via Mangini. E di lì l’ultimo viaggio verso il cimitero labronico della Misericordia.

Intanto arriva anche il ricordo dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra. «Era socio dall’86 - si legge in un comunicato - quale legame alla Fondazione, volle istituire il premio a lui intitolato da riconoscere ogni anno al miglior diplomato dell' "Istituto tecnico commerciale e per geometri Niccolini" . Si è sempre prodigato per Volterra e per i volterrani che incontrava nei servizi svolti in varie parti d'Italia. Alla metà degli anni 80 si adoperò per garantire il mantenimento della diocesi di Volterra quando la Santa sede stava avviando il progetto di revisione della giurisdizione diocesana».

Rino Bucci

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