Il Tirreno

Pontedera

Scontro fatale, muore giovane di 33 anni

di Sabrina Chiellini
Scontro fatale, muore giovane di 33 anni

Il motociclista non riesce ad evitare l’impatto contro una Panda che stava immettendosi sulla Provinciale da una via laterale

3 MINUTI DI LETTURA





CRESPINA LORENZANA. Vede sbucare all'improvviso una vecchia Panda bianca da una strada interna della zona industriale di Lavoria. Comincia a frenare ma la moto in scivolata urta l'utilitaria finita con la parte anteriore sulla carreggiata di via Lavoria, come si chiama in questo tratto la provinciale Cucigliana-Lorenzana.

Un urto violento, la moto vola nel campo dopo avere strappato il paraurti alla Panda e il povero motociclista, Davide Di Maggio, 33 anni compiuti lo scorso 26 giugno, finisce sull'asfalto. Lo troveranno cadavere i volontari e il medico del 118 di Pisa intervenuti poco dopo la Pubblica Assistenza di Cascina.

Non sono ancora le 19 quando il giovane perde la vita nell'incidente mentre sta tornando a casa a Calcinaia, in via Lawley, dopo una giornata di mare. Alla guida della Panda c'è un albanese di 52 anni, Ferzi Hymettlari, residente a Vecchiano. Scende dalla Fiat guardandosi intorno, mentre il traffico si blocca all'altezza dell'incrocio dello scontro, davanti all'azienda “Aima sviluppo tecnologie avanzate”. «Non conosco la strada – spiega l'automobilista – mi sono trovato a questo incrocio, non vedevo bene e per attraversare mi sono spinto un po’ avanti. Lui con la moto è scivolato, ormai quando ha frenato non era possibile fare niente».

Il personale del 118 tenta di rianimare il giovane di Calcinaia ma tutto è inutile. Poco dopo un telo bianco copre il cadavere e tutto intorno si fermano numerose persone di rientro da una domenica di mare. Tra i primi ad arrivare sul luogo dell'incidente il cugino della vittima. Anche lui in moto, anche lui percorreva la stessa strada per raggiungere Calcinaia.

Quando vede quel corpo sulla strada e le ambulanze, il cugino si blocca, ha un presentimento. Poi riconosce la moto volata nel fosso. Piange, si mette le mani nei capelli, telefona alla moglie della vittima, Beatrice Teressi, per dirle del grave incidente. Poco dopo l'abbraccerà disperatamente per tentare di farle coraggio.

Intanto, i carabinieri di Cenaia e della radiomobile di Pontedera si occupano dei rilievi e della viabilità . Sull'incidente mortale viene aperta un'inchiesta e la salma è trasferita all'istituto di medicina legale a Pisa a disposizione della magistratura. Tutto fa pensare che il motociclista abbia iniziato a sbandare quando ha visto la macchina entrare lungo sulla Provinciale, ma saranno i rilievi a fare luce sulla dinamica e su eventuali responsabilità.

Intanto, mentre i carabinieri si occupano della salma e della moto, i cittadini arrivati sul posto non risparmiano critiche all'amministrazione provinciale e al Comune per le condizioni in cui viene tenuta la viabilità della zona industriale.

La viabilità secondaria, come la strada interna a via Lavoria da cui usciva la Panda, è infatti lasciata a se stessa. In prossimità dell'incrocio dove è avvenuto l'incidente c'è un terreno incolto, lasciato nella più completa incuria, in barba a qualsiasi ordinanza che impone la pulizia dei terreni vicini a strade pubbliche. Proprio l'erba alta ostacola la visibilità e induce chi esce dalla strada interna di via Lavoria e vuole immettersi sulla provinciale a spingersi oltre.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web