Sicurezza
Troppi danni alle colture a causa di storni e piccioni
A Castelfranco gli agricoltori tornano a chiedere a gran voce gli abbattimenti «Non siamo più padroni di mangiare un nostro frutto». Apertura del sindaco
CASTELFRANCO DI SOTTO. Storni e piccioni nel mirino della polemica, a Castelfranco, contro quella che gli agricoltori definiscono “una vera invasione”. Stormi di volativi che si gettano in massa sulle coltivazioni: alberi da frutto e campi di cereali, che diventano il comodo banchetto di uccelli probabilmente troppo numerosi. Ne sono convinti gli agricoltori della cittadina del Valdarno, soprattutto quelli residenti a nord del paese, in direzione del fiume Usciana, che da tempo reclamano un piano di abbattimenti per arginare un problema che «ormai – dicono – è diventato insostenibile». Una questione che va avanti da più di un anno, condita nei mesi scorsi anche da una raccolta firme sottoscritta da alcune decine di famiglie della zona. Ancora in attesa di risposta, i promotori scelgono intanto la strada del sarcasmo: «Ci teniamo a ringraziare l’amministrazione comunale e quella provinciale – ci dice uno degli agricoltori, Giovanni Policano – per aver concesso il permesso agli abbattimenti così come avevamo richiesto». Al di là dell’ironia, però, per chi vive soprattutto del lavoro della terra il problema è tutt’altro che simpatico: «Lo scorso anno – spiega Policano – storni e piccioni si sono divorati mezzi chicchi d’uva, per non parlare di fichi, susine, albicocche. In pratica non riusciamo più a mangiare i frutti delle nostre piante. Se non verranno presi dei provvedimenti saremo rovinati. È da tanto che chiediamo gli abbattimenti ma ancora non abbiamo risposte. Eppure, a pochi metri da qui, nel territorio di Santa Croce il permesso è stato dato».
In risposta, il sindaco Gabriele Toti prova a fare il punto della situazione, precisando subito di essere «assolutamente favorevole agli abbattimenti, se ce n’è la necessità – dice – anche se è bene ricordare che in questi casi, a meno che non ci sia un’emergenza o un rischio per l’incolumità pubblica, la competenza per l’abbattimento di specie selvatiche non spetta al Comune ma alla Provincia». E dalle informazioni ricevute dai competenti uffici provinciali, Toti spiega che la procedura è partita regolarmente, ma che si attende adesso l’apposita delibera da parte della Regione. Questione di tempo insomma. «Sulla base delle richieste danni presentate dagli agricoltori di Castelfranco – fa sapere il primo cittadino – la Provincia ha già provveduto ad inviare la richiesta alla Regione, a cui spetta il compito di emettere il provvedimento di deroga all’abbattimento». E conclude: «Dal canto nostro siamo assolutamente favorevoli anche se non abbiamo alcun titolo. Sono disponibile a incontrare questi agricoltori – aggiunge – per valutare la situazione e se necessario avanzare insieme delle richieste. Ci sono però delle procedure che vanno comunque rispettate».
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