Il Tirreno

Pontedera

«Era troppo bello per essere vero»

di Tommaso Silvi
«Era troppo bello per essere vero»

Un coro di critiche nei confronti del sindaco Millozzi per l’apertura di Pirri nei confronti delle richieste dei commercianti

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PONTEDERA. Scottano i sanpietrini di corso Matteotti. E non solo per i 30 gradi che avvolgono il centro città rendendo l’aria irrespirabile. A scaldare ulteriormente l’atmosfera, infatti, il giorno dopo la spaccatura tra le due massime cariche comunali hanno contribuito soprattutto le parole del sindaco Simone Millozzi. Che hanno fatto schizzare alle stelle la temperatura degli spiriti dei commercianti. Non è piaciuto il tono usato nei confronti del vicesindaco e assessore al commercio Angela Pirri. Non è andato giù ai gestori il dietrofront sull’allestimento dei gazebo esterni per 12 mesi l’anno. E pensare che la giovane Pirri si era rivolta ai titolari delle attività manifestando la volontà di cambiare, di rilanciare l’economia della città. Salvo poi essere smentita duramente da Millozzi, che ha ammesso chiaramente di non amare «le fughe in avanti solitarie». E come se non bastasse ha aggiunto che «non è trasformando la città in un aperitivificio che aiutiamo il commercio». Ed è proprio questo passaggio che fa infuriare chi, tutti i giorni, con i cocktail ci si guadagna da vivere. «L’approccio del sindaco non mi è piaciuto – dice Manuel Gasperini, titolare del bar L’Angolo – perché è soprattutto grazie agli aperitivi che riusciamo a mettere insieme i soldi per pagare la tassa comunale sul suolo pubblico». Intanto, tra i tavolini esterni del locale i clienti si sbizzarriscono nei commenti agitando le pagine del giornale che parlano della vicenda. L’exploit del sindaco è l’argomento del giorno. E spostandosi di pochi passi la musica non cambia. «Invito Millozzi ad aprire un bar nei prossimi giorni. Vedremo in seguito se confermerà la sua posizione. Purtroppo chi non fa parte di questa realtà non riesce a comprendere realmente le difficoltà quotidiane a cui dobbiamo far fronte. Il mio bar sta aperto tutti i giorni dalle 7 alle 1 di notte. Di lavoro ce n’è poco e bisogna sacrificarsi per riuscire ad arrivare in pari con i conti alla fine del mese». Non usa mezzi termini Roberto Nuti Mannucci di Metropolitan, il locale, perfido scherzo del destino, più vicino a Palazzo Stefanelli. «Il sindaco viene eletto per essere al servizio dei cittadini – prosegue Mannucci – e quindi per aiutarli. Noi non chiediamo niente di particolarmente difficile, soltanto la possibilità di lavorare nel migliore dei modi. Abbiamo bisogno di una mano da parte delle istituzioni». Nonostante il volto segnato dalla rassegnazione, Bruno Chiavaccini, proprietario di Caffè d’Oro, attinge alla sua solita simpatia e sdrammatizza: «Quando ho sentito parlare di rilancio, di innovazione e di gazebo tutto l’anno pensavo di sognare. E infatti avevo ragione. Era troppo bello per essere vero». Chiama in causa le grandi città invece Raffaele Saviano, che, appoggiato all’ingresso del suo Rewind, immagina una Pontedera a misura di turista: «Ma ci pensate se tutte le traverse del Corso fossero ricche di gazebo e tavolini? Sarebbe fantastico. Non solo per i commercianti ma anche per i visitatori che, arrivando a Pontedera, vedrebbero l’immagine di una città viva, ospitale, dinamica». «Pisa, Lucca, Firenze, Napoli sono costellate di locali con allestimenti esterni. Peccato che per noi – continua Saviano – tutto questo resterà un sogno». Al cambio di marcia ci aveva creduto anche Luca Firmani del Beat Bar: «Mi era piaciuta la linea della Pirri. Peccato che dopo un’apertura così significativa nei nostri confronti sia arrivata la frattura col sindaco». Spritz e Negroni nel frattempo continuano a colorare le vie del centro. L’“aperitivificio”, per ora, resiste.

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