Il Tirreno

Pontedera

Quando la variante è... un nuovo piano

di Sabrina Chiellini
 Quando la variante è... un nuovo piano

Molti dubbi rispetto alle scelte dell’amministrazione sull’operazione di monitoraggio al regolamento urbanistico varato dalla giunta di Alessio Antonelli

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CASCINA. La filosofia raccontata è quella del consumo zero del territorio. Le zone cosiddette B1 che prevedevano modesti ampliamenti fino a trenta metri quadrati di edifici già esistenti sono state cancellate. Ma poi, andando a guardare la variante di monitoraggio al regolamento urbanistico di Cascina si scopre che si spostano i volumi edificatori da vecchie zone, già comprese nel piano in vigore, ad altre che sono nuove e che avrebbero dovuto entrare non tanto in una variante quanto in un nuovo strumento urbanistico. E poi c’è la zona produttiva di Navacchio, al confine con Ospedaletto, rimasta in parte da completare e dove si contano i capannoni dismessi o invenduti ma che continua a crescere di altri undici ettari. Un’operazione questa che tiene banco tra le opposizioni anche perché in ballo ci sarebbero terreni che poco tempo fa sono stati comprati sapendo e che tra poco, appena sarà completato l’iter di adozione della variante, il loro valore sarebbe aumentato in virtù della mutata destinazione. Consultandoci con alcuni tecnici abbiamo ricostruito alcuni passaggi dell’operazione in atto.

C’è tanta carne al fuoco per il consiglio comunale dove presto arriveranno le circa 300 osservazioni alla variante al regolamento urbanistico su cui peraltro la maggioranza ha già perso alcuni pezzi (il sostegno dell’Idv e di parte di Sel). E tutto questo mentre la guardia di finanza di Pisa, a più riprese, è stata negli uffici comunali a sequestrare atti che avrebbero a che fare con un presunto giro di tangenti indirizzate a personale del Comune grazie alla presunta mediazione di un geometra, Gaetano Restivo, arrestato poche settimane fa mentre intascava una mazzetta da alcune migliaia di euro.

Di pari passo, solo per una coincidenza temporale, l’amministrazione di Alessio Antonelli era alle prese con la rivisitazione del regolamento urbanistico che a mano a mano che viene studiato e verificato lascia aperti alcuni dubbi. Il dibattito interno alla maggioranza su questi temi risulta appiattito, le minoranze promettono rivelazioni sui terreni di cui si sapeva che diventavano edificabili con l'adozione della variante al regolamento urbanistico.

Certo che gli amministratori dovranno chiarire come mai con la variante non ci limita a verificare quanti obiettivi sono stati realizzati rispetto al piano strategico iniziale. Durante la fase di revisione quello che non è stato realizzato deve essere modificato (ecco la variante) inserendo gli strumenti necessari per dare progressiva attuazione alle previsioni iniziali. Invece Cascina dà a tre nuove zone non comprese tra gli obiettivi iniziali del regolamento urbanistico (Fornace Settesoldi, fornace Quaglierini, Mostra del mobilio associata all’area vicina ai vigili del fuoco, superfici pari a 180 dei 375 alloggi residui, che dovevano cioè ancora essere realizzati.

L’impressione è che sia stata fatta una variante sostanziale, vale a dire un nuovo regolamento urbanistico che è stato “camuffato”, di questo sono convinti molti addetti ai lavori, in variante di monitoraggio, così da disattendere il quadro strategico di partenza.

In particolare sono stati tolti 60.500 metri cubi circa alle zone previste dagli obiettivi iniziali e soggette a piano attuativo, in quanto elementi di apporto di spazi a verde, parcheggi e tutti gli standard pubblici, per raddoppiare la volumetria di 131.250 mc a favore delle tre zone oggetto di recente inserimento. Per quanto riguarda le aree produttive a fronte dell'attuale congiuntura economica e dopo che sono stati confermati 133.200 metri quadri a Ospedaletto, a Navacchio sono stati inseriti ulteriori superfici (30.000 mq di superficie utile lorda) senza prevedere nuove strade e servizi più estesi.

Questa area di espansione produttiva è al centro delle osservazioni della Regione e della Provincia di Pisa che la ritengono elemento di “consumo di aree agricole” con valenza ambientale legata al sistema del Fosso Vecchio e in contrasto con il piano strutturale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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