La manifestazione
Morì in un incidente il Comune paga i danni
Nel 1997 un 18enne perse la vita a San Miniato in una doppia curva mal segnalata e poco illuminata. L’amministrazione comunale citata per responsabilità civile
SAN MINIATO. Risarcimento da alcune centinaia di migliaia di euro per la famiglia di Giacomo Mostardini che morì nel 1997 in un incidente stradale in via Arginale ovest tra Santa Croce sull’Arno e San Romano, nel territorio di San Miniato. Proprio l’amministrazione del sindaco Vittorio Gabbanini risarcirà, attraverso la propria assicurazione, i familiari del giovane che, all’epoca dell’incidente, aveva 18 anni. Secondo la stessa famiglia, originaria di Fucecchio, la disgrazia fu dovuta alle pessime condizioni della strada, chiamando in causa la responsabilità civile del Comune.
La fine del contenzioso. Si è aperto quindi il procedimento, in cui il tribunale di primo grado ha accolto la richiesta di risarcimento. «La Corte d’Appello, poi, ha invece riformato la sentenza per il quantum del risarcimento – spiegano dall’amministrazione comunale – Il Comune, in entrambi i gradi di giudizio, è stato difeso dal legale individuato dalla compagnia di assicurazione per responsabilità civile verso terzi, valida al momento dei fatti, alla quale aveva denunciato il sinistro. Avendo comunque il legale incaricato dal Comune notificato ricorso per cassazione contro la sentenza di appello, è stato comunque raggiunto un accordo transattivo fra le parti che comporta la fine di ogni contenzioso».
La vicenda. Pochi giorni dopo il Ferragosto del 1997, Giacomo Mostardini stava percorrendo via Arginale Ovest su una moto di piccola cilindrata, insieme a un gruppo di amici. Una strada piena di curve e con poca illuminazione. Il ragazzo, nipote di Rolla Mostardini, già vice sindaco di Fucecchio, è finito in una scarpata piena di sassi perdendo la vita. Subito i familiari annunciarono un esposto alla procura della Repubblica, puntando il dito nei confronti della doppia curva in cui Giacomo perse il controllo della mota. Un punto pericoloso, con scarse indicazioni e, all’epoca, senza protezioni.
Le polemiche dell’epoca. Secondo il sindaco di San Miniato di allora, Alfonso Lippi, «il Comune non poteva intervenire su quella strada». Questo è quanto dichiarò nei giorni successivi all’incidente lo stesso sindaco, aggiungendo: «Sappiamo che in quella strada la segnaletica è insufficiente, ma la colpa non è nostra. Abbiamo tentato più volte di migliorarla, Abbiamo fatto numerosi tentativi. Ma ogni sforzo è stato inutile. Perché quella strada corre su un argine e le autorità preposte alla vigilanza dell’Arno non hanno mai concesso l’autorizzazione».
Andreas Quirici
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