Il Tirreno

Pontedera

«Il mercato della pelle di lusso si restringe»

Il punto di Maccanti e Volpi dopo Anteprima a Milano: «Bene la fiera, ma serve altro per la ripresa»

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SANTA CROCE SULL’ARNO. «Sul mercato della pelle di lusso c’è spazio per sempre meno aziende. Le griffe selezionano i loro fornitori sulla base di un rapporto coltivato nel tempo. E quando acquistano lo fanno da quelle concerie che sono ormai diventate una sorta di consulenti». Questo il parere di Piero Maccanti, direttore dell’Associazione conciatori di Santa Croce sull’Arno di ritorno da Milano, dove ha assistito all’andamento di Anteprima, la fiera di pre-selezione della pelle per la moda che si è conclusa ieri, alla quale partecipano esponenti delle grandi case di moda.

Un parere condiviso anche da Giuseppe Volpi, titolare dell’omonima azienda di Ponte a Egola. «Probabilmente questo aspetto si vede maggiormente adesso che stanno diminuendo i nomi della moda intermedi, quelli un gradino più in basso rispetto alle aziende del lusso – spiega l’imprenditore – Quelle intermedie si affidavano più alla scelta del momento, piuttosto che affidarsi a fornitori di fiducia. E in questo momento di restringimento del mercato, le concerie che hanno legami stretti e particolari con determinate griffe continuano a lavorare a pieno ritmo. Chi non ha questo genere di rapporti fatica un po’ di più».

Lo dimostrano le scarse presenze di compratori in alcuni degli stand delle 36 aziende conciarie toscane presenti ad Anteprima a Milano. «Alcune non hanno lavorato granché - riprende Maccanti - segno che il loro flusso di ordinativi con le griffe non è continuativo. In questa fase il settore non sta vivendo un momento di boom. Negli ultimi mesi c’è stata una flessione e anche l’andamento di Anteprima ha dimostrato che la situazione è in corso di ripresa, ma che gli affari non sono ancora a livelli di grande interesse. D’altra parte, proprio in virtù del discorso legato alla fidelizzazione delle concerie con le loro griffe di riferimento, c’è chi recupera qualche punto di fatturato affidandosi al mercato cinese e a compratori del Far east, dove i consumi interni sono buoni e la pelle toscana è sempre più apprezzata. Ma questi ordinativi non consentono ancora di riportare il livello complessivo del settore della concia toscana a quelli dell’anno scorso».

Anteprima va in archivio, quindi, con l’obiettivo di trasformare l’interesse di questi giorni in fiera a Milano in ordinativi nelle prossime settimane. Aspettando che il grosso dell’aspetto commerciale si concretizzi in vista di Lineapelle a settembre.

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