Il dolore
Un filo rosso per battere il degrado
Prova esterna dello spettacolo del 25 luglio con le contrade e le associazioni
VOLTERRA. Un nastro di stoffa rossa si intreccia attorno ai corpi di un gruppo di persone, di ogni età e genere, per la prima prova esterna, nel suggestivo palcoscenico di una piazza dei Priori al tramonto, dello spettacolo en plein air “La Ferita/Logos – Rapsodia per Volterra”, che verrà messo in scena ufficialmente per le vie della città il prossimo 25 luglio.
Un coro di trenta cittadini che si muove nello spazio della piazza, aggrovigliato attorno al simbolo rosso della ferita, che è però allo stesso tempo un legame. Un coro che, come nel teatro greco, formato da cittadini che mettono a disposizione il loro tempo per la comunità. «Per qualcosa che si chiama cultura, si chiama arte, e lo facevano disinteressatamente, senza chiedere ne avere nulla in cambio dal punto di vista economico» spiega a proposito Gianluca Guidotti di Archivio Zeta. Piazza dei Priori sarà il punto di partenza dell’happening, il 25 luglio alle 18, poi verrà toccata la piazzetta dei Fornelli, a un passo dalle mura medievali lacerate dopo la frana dello scorso inverno, e il teatro romano. Non si sbilanciano tuttavia sul resto del tracciato, i registi di Archivio Zeta che cureranno la regia della performance, sul percorso lungo il quale si stenderà il filo rosso di questa singolare rapsodia cittadina, a cui collaboreranno attivamente anche numerose associazioni, dalla corale Puccini al gruppo storico Sbandieratori, dal Comitato delle contrade al centro di danza classica, da Emergency alla Uisp, ed altre.
«Credo che le contrade potranno dare una mano allo spettacolo – dice Fabrizio Fabbri del Comitato Contrade – mettendo a disposizione persone per “legare” le vie della città, lo facciamo con piacere, data anche la precedente esperienza molto bella del Mercuzio». Al gioco del legare si unirà la parola, con brani tratti da Giordano Bruno, Leonardo Da Vinci e Vincenzo Consolo e la musica, i rumori dei vicoli, degli angoli, delle strade di Volterra.
«Giordano Bruno vede all’interno dell’universo – spiega Enrica Sangiovanni – quei legami che ci sono e che se si rendessero visibili sarebbero un intrico». «I pezzi che sono stati scelti infatti – chiarisce poi Gianluca Guidotti – sono pensati per esprimere un concetto, che sia filosofico, poetico o civile, in coro». «Mi sembra straordinaria – chiude Armando Punzo – la risposta delle persone di Volterra, bisogna coltivare questo».
Gianni Bianchi
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