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Pontedera

«Mi hanno fatto bere e violentata»

PONTEDERA
«Mi hanno fatto bere e violentata»

La denuncia di una ventenne dopo una serata in villa. I due coetanei accusati appartengono a famiglie di imprenditori

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PONTEDERA. «Siamo state invitate a casa da due amici ma poi loro ci hanno fatto bere e hanno abusato della mia amica». Due giovani di circa 20 anni si sono presentate al pronto soccorso dell’ospedale Lotti, l’altro pomeriggio, e ai medici hanno raccontato una brutta storia. Hanno accusato, anche se la ragazza che sarebbe stata violentata non ricorda nulla di quello che potrebbe essere successo, due ragazzi ventenni che conoscono e con i quali avevano deciso di trascorrere una serata. Due chiacchiere, alcuni bicchieri di alcolici e il sospetto che possa essere stata utilizzata - le ragazze lo sostengono a loro insaputa - una sostanza stupefacente che può avere tra gli effetti quello di determinare la perdita della memoria da parte di chi ne fa uso. Nella villa, in un comune alla periferia di Pontedera, una delle due ragazze avrebbe avuto rapporti sessuali con i due amici senza rendersene conto in quanto stordita dall’alcol. Sarebbe stata l’amica, la mattina successiva, a cercare di parlare con lei e a spiegarle cosa era successo.

«Guarda che sei stata insieme a tutti e due, hanno avuto rapporti con te...». Solo a quel punto la ventenne avrebbe cominciato a sospettare di quello che potrebbe essere accaduto insieme ai due giovani, entrambi figli di buone famiglie inserite nell’imprenditoria. Le giovani si sono sfogate prima con i genitori e poi sono andate al pronto soccorso. La ragazza che avrebbe avuto rapporti sessuali contro la sua volontà o senza rendersene conto è stata sottoposta a una serie di accertamenti per cercare di trovare elementi in grado di provare il racconto della violenza.

Dal pronto soccorso è stata chiamata subito la polizia e successivamente è stato attivato il percorso del “Codice rosa” riservato alle vittime di abusi e violenze, siano esse donne o anziani o disabili.

I genitori sono pronti a presentare una dettagliata denuncia che parte proprio dal racconto dell’amica, la quale avrebbe assistito alle presunte violenze.

La storia è stata coperta dalla massima riservatezza per dare la possibilità agli agenti del commissariato di effettuare tutte le indagini necessarie a chiarire se alcune sere fa nella villa di proprietà della famiglia di uno dei ragazzi, i cui nomi sono stati comunicati alla polizia, c’è stata la violenza e se sono state cedute alle ventenni sostanze vietate.

Solo nei prossimi giorni sarà possibile saperne di più. Le prime analisi non avrebbero dato un riscontro oggettivo rispetto all’uso di droghe.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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