Gioco
«Le fughe in avanti e solitarie non mi piacciono»
Il sindaco di Pontedera bacchetta la vicesindaco (renziana) che si è detta favorevole all’installazione dei gazebo per tutto l’anno nel centro della città della Piaggio
Pontedera. È scontro tra la vicesindaco Angela Pirri (renziana) e il sindaco Simone Millozzi sui gazebo nel centro di Pontedera.
Il primo cittadino, che in questi giorni è in vacanza, ha avuto un sussulto quando ha letto le dichiarazioni del vicesindaco, pronta a concedere le autorizzazioni ai commercianti per installare gazebo dodici mesi all’anno.
«La stampa ha raccontato dell'incontro che si è svolto ieri in via Valtriani sulle iniziative future per il commercio – inizia il sindaco Millozzi – Non ero a Pontedera ieri e non ero presente alla riunione. Quindi non ho ascoltato gli interventi e ciò che avrebbe anticipato l'assessore alle attività produttive. Tuttavia mi preme sottolineare che, rispetto a ciò che è stato riportato, questa Amministrazione Comunale ha una precisa posizione che è quella del programma elettorale che è stato sottoposto ai cittadini. Comprendo le ragioni e lo slancio dell'assessore che da poco è al servizio della comunità come amministratrice. Ma esistono dei rilievi di metodo e di merito da evidenziare in questa situazione».
«I rilievi di metodo sono relativi al fatto che le decisioni riguardo all'attività amministrativa si condividono nella giunta e con le forze politiche che fanno parte della coalizione. Pontedera negli ultimi anni è stata ben governata e le fughe in avanti solitarie non sono mai state nella cultura di governo di questa città e non lo sono nella mia in particolare. Pontedera non ha bisogno di rivoluzioni e nemmeno di rivoluzionari perché è una città ben governata, che solo pochi giorni fa, democraticamente, ha avuto un forte consenso dei cittadini. Poi c'è un problema di merito. Il merito è relativo al fatto che questa città ha delle complessità e ha sempre scommesso sulla qualità. Il tema dei gazebo è assolutamente sovradimensionato rispetto all'impatto che può avere sull'economia cittadina. Peraltro non ci sono resistenze o "nemici" dei gazebo. Negli ultimi anni i gazebo sono stati autorizzati per gran parte dell'anno. Io stesso ho detto che è opportuno sedersi intorno ad un tavolo insieme alla città per discuterne. Ho sottolineato in campagna elettorale la volontà, di concerto con le associazioni di categoria, di apportare eventuali modifiche ai regolamenti comunali anche in tema di gazebo. Bene ha dunque fatto l'assessore ad annunciare iniziative sperimentali di aperture in occasione di eventi particolari». Sui gazebo riaffiorano correnti e contrapposizioni tutte interne al Pd.
«In questo senso nessuno – tuona il sindaco – può quindi far passare questa amministrazione, o il sindaco, come chiusa e prevenuta su questo tema. Ma occorre attenzione. Qualcuno ha parlato di "pontedera da bere", parafrasando uno slogan degli anni '80 che peraltro non ha portato fortuna alla città a cui era riferita e ha lasciato macerie morali e culturali. Ebbene oggi questo modello è già in crisi e evidenzia notevoli problemi. Non è trasformando la città in un aperitivificio che aiutiamo il commercio. Inoltre, e soprattutto, la città è anche fatta di residenti, di commercianti, di persone che hanno diritto al riposo e alla quiete notturna e di fruire di beni comuni come gli spazi pubblici. Occorre trovare un giusto e corretto equilibrio. Questo equilibrio non si raggiunge con le fughe in avanti».
La questione non è però chiusa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
