Il dolore
Al piccolo il nome del patrono
Fu chiamato Angelo Faustino, al funerale una città intera
PONTEDERA. Era il 15 febbraio 2001 quando una dipendente, Maria La Morte, al nastro separa-rifiuti della discarica di Gello di Pontedera, l'azienda pubblica dei rifiuti, si accorse della presenza di uno strano fagotto. Quell’oggetto era un neonato appena nato, abbandonato, e morto, in un cassonetto alle porte della città. Grandi furono il dolore e lo sconcerto. Pontedera città dell’accoglienza si trovava a fare i conti con un inspiegabile abbandono, con una inspiegabile scelta di una madre.
La città organizzò un funerale e una grande partecipazione. Al neonato fu dato il nome di Angelo Faustino (come il santo patrono della città) e migliaia di cittadini gremirono all'inverosimile il Duomo durante la cerimonia funebre, il 21 febbraio 2001. In testa il sindaco di allora, Paolo Marconcini. Fu una grande prova di dolore collettivo, dopo lo smarrimento dei primi giorni. Il piccolo ebbe sepoltura in una tomba del cimitero comunale. Le prime indagini spaziarono a 360 gradi ma non raggiunsero l'obiettivo fino a quando, quasi un anno dopo, da Terni giunse una segnalazione: una donna di Pontedera si era recata al pronto soccorso dell’ospedale a farsi medicare e presentava i segni di un parto, da lei negato. Era quella la svolta tanto cercata dagli investigatori.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
