Quel nuovo sexy shop rinfocola la polemica
«Il quartiere Stazione sempre più degradato». Dal Comune: «Non possiamo intervenire»
PONTEDERA. Nel quartiere della stazione, a pochi passi dai binari su cui tutti i giorni viaggiano treni carichi di pendolari, una stanzetta colorata di rosso fa discutere i residenti. Se non fosse per l’insegna esterna, che illustra chiaramente cosa si trova in quei pochi metri quadrati dominati dalle luci soffuse, nessuno si immaginerebbe il contenuto dei due grandi marchingegni elettronici attivi, come indica sempre il cartello d’ingresso, 24 ore su 24. Ma la scritta in alto parla chiaro: “Sexy shop”. E nella città della Vespa impazza la polemica. Chi ha il portone di casa lì vicino protesta per il cattivo gusto dei prodotti commercializzati, a dire il vero visibili soltanto dopo aver inserito la tessera sanitaria, in modo che l’apparecchio elettronico verifichi l’età del compratore. I commercianti invece precisano che non c’è niente di male nell’aprire un attività a luci rosse, «Ma insomma, con tutto quello che si poteva inaugurare proprio un negozio del genere? Questo quartiere è già additato dai cittadini come zona in cui regna il degrado, se ci mettiamo anche gli articoli hard non si corre il rischio di peggiorare la “fama” della zona della stazione?». Donne con le buste della spesa in mano, uomini in giacca e cravatta. Di quello spicchio ritagliato nel muro ne parlano tutti. Simone Palucci però è il vero “termometro” del quartiere. Lui, infatti, ha l’edicola posizionata esattamente accanto al mini centro-commerciale per gli amanti delle notti piccanti. «Tutti hanno bisogno di lavorare e capisco l’esigenza di aprire punti vendita innovativi. Da commerciante non ci trovo niente di male. È un negozio come un altro». Ma se lavori a contatto con il pubblico di pareri ne recepisci tanti. Per questo si può dire che Palucci “misura la febbre” agli animi dei pontederesi. «Ci sono mamme che tappano gli occhi al proprio bambino. A molta gente – spiega il giornalaio – non piace il sexy shop e in tanti sono convinti che avrebbero potuto posizionarlo in un zona meno trafficata». Il marketing però ha altre regole. Più persone transitano e più sarà facile attirare clienti. Legge più che mai azzeccata, come confermano le parole di Antonio Del Testa, che rivela: «Ieri ho visto un paio di coppie che sono entrate per fare acquisti. Ma anche nei giorni scorsi c’erano persone davanti al distributore automatico». Con l'ingresso di casa a 30 centimetri dall’“angolo buio” certe scene si vedono anche non volendo. Al di la dei commenti e delle lamentele c’è la legge. Che tutela il sexy shop. Lo ribadisce il vicesindaco e assessore al commercio di Pontedera Angela Pirri: «Se fosse stato vicino a edifici per bambini l’amministrazione si sarebbe mobilitata, ma in questo modo non possiamo intervenire all’interno di una trattativa commerciale privata. Questo comunque non vuol dire – rassicura Pirri – che non ci stiamo occupando delle problematiche del quartiere. Siamo già al lavoro per migliorare la situazione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
