La manifestazione
Don Renzo dice messa col Papa
Incontro in Vaticano per i cinquant’anni di sacerdozio di Nencioni
PONSACCO. I festeggiamenti per il giubileo sacerdotale, ovvero il cinquantesimo anniversario dell’ordinazione sacerdotale di monsignor Renzo Nencioni, parroco di Ponsacco, sono arrivati fino in Vaticano, dove lunedì mattina alle 7 il sacerdote ha concelebrato la messa nella cappella della “Domus Sanctae Marthae” con papa Francesco, insieme ad altri sacerdoti e vescovi.
Monsignor Nencioni è stato ordinato sacerdote il 27 giugno 1964 dal vescovo monsignor Felice Beccaro e celebrò la sua prima messa il 28 giugno nella chiesa di San Giovanni a Ponsacco, con don Elio Meliani, che all’epoca era parroco di Ponsacco. Nencioni è parroco nella città del mobile da 10 anni. Sabato prossimo, 5 luglio, alle 18, nella chiesa di San Giovanni sarà celebrato il solenne giubileo sacerdotale e nell’occasione interverrà anche il vescovo della diocesi di San Miniato, monsignor Fausto Tardelli.
«È stata un’emozione grandissima – racconta monsignor Nencioni – incontrare per la prima volta papa Francesco e concelebrare la messa. Mi rimarrà un bellissimo ricordo. È stata una cerimonia molto semplice, nello stile di papa Francesco, e nell’omelia, nel giorno dei Santi Martiri Romani, il Papa ha voluto ricordare le enormi risorse che ci sono nel mondo; ha parlato anche della fecondazione che nasce da grazia e fede, ma anche dell’importanza della testimonianza. Ho capito e apprezzato l’importanza della normalità e della filosofia dell’umiltà di questo Papa. È molto comunicativo, diretto: ha celebrato la messa da solo, e ha coinvolto noi sacerdoti alla fine con i canti, anche con il Sanctus e la preghiera alla Madonna. Quando sono stato ricevuto singolarmente dal Papa, ero emozionato, mi ha chiesto la provenienza, si è complimentato con me per i 50 anni di sacerdozio e mi ha chiesto di pregare per lui, come dice alla fine di ogni messa da lui celebrata. Ma anch’io ho chiesto al Papa di pregare per me».
Poi, monsignor Nencioni si volta all’indietro. «Sono stato un prete-girovago – dice – perché fui inviato alla parrocchia di Fucecchio, poi a Santa Croce e a Castelfranco; poi, cappellano a Ponsacco e parroco a Collemontanino, a San Pietro alle Fonti a La Scala di San Miniato, a San Rocco a Larciano e infine a Ponsacco dove sono arrivato il 25 aprile 2004».
In onore di monsignor Nencioni è stato pubblicato un opuscolo sul cinquantesimo anniversario del sacerdozio dalla Tipografia Nuovastampa ed è stato rinnovato il sito internet della parrocchia di San Giovanni Evangelista.
Elena Iacoponi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
