Finanza
«Il danno al Signorelli è su un vecchio restauro»
Bartalini, regista della mostra: «Critiche strumentali, il Rosso sta andando bene» Sgarbi: «Non ne ero a conoscenza, la tavola potrà valere 80-90mila euro»
VOLTERRA. «Ma quale danno, via stiamo scherzando? Si tratta di una parte di un restauro precedente. E, comunque, ci sono le assicurazioni proprio per questo. Verrà aperta la procedura prevista. Problemi del genere si verificano spesso nell’allestimento di grandi mostre».
L’architetto Alberto Bartalini, che ha curato la regia dell’esposizione sul Rosso Fiorentino a Volterra, interviene in merito al danno che ha subìto una pala del ’500 firmata da Luca Signorelli durante il viaggio da una sala all’altra. Lo fa in modo diretto e colorito, senza troppi peli sulla lingua.
Della questione “danno” sono informati l’amministrazione, la Sopritendenza (c’è stato un contatto in questi giorni con i responsabili della pinacoteca)e il gruppo Athemisia che ha curato la produzione e che dovrebbe prendere posizione nei prossimi giorni.
«A quanto mi risulta - continua l’architetto si è staccata una parte di un vecchio restauro, quindi dovrebbe essere un problema da poco. Insomma, il danno si può facilmente riprendere senza troppi drammi. Francamente mi pare che ci siano un po’ troppi detrattori verso una mostra che sta perfino andando bene».
Chi, interpellato, sembra invece non fosse a conoscenza del graffio lungo il lato destro della pala (proprio a ridosso della veste porpora di San Girolamo) è il curatore Vittorio Sgarbi.
«Non mi sono accorto di nulla - dice il critico d’arte - e se un problema c’è stato probabilmente risale a prima del giorno dell’inaugurazione. Problemi del genere sono comunque facilmente risolvibili».
Ma quanto può valere una tavola del Signorelli. A rispondere è lo stesso Vittorio Sgarbi.
«Visto che non si tratta di uno dei grandi maestri si può aggirare intorno agli 80-90mila euro».
L’opera d’arte viene dalla chiesa di San Francesco e per Bartalini è di proprietà della Curia mentre il cartellino informativo che l’accompagna nella sala della pinacoteca rivela un altro padrone: il Comune.
In verità, c’è una disputa tra palazzo vescovile e l’amministrazione che risale ai primi anni del ’900 e riguarda proprio l’appartenenza della pala di Luca Signorelli. Ancora non è stata risolta.
L’opera d’arte venne realizzata dal pittore di Cortona tra il 1490 e il1491, quando aveva poco più di quarant’anni.
Al tempo Signorelli, un protetto della famiglia dei Medici, si trovava a Volterra. La città etrusca era sotto il dominio fiorentino e ricopriva un ruolo strategico grazie alla sua posizione geografica. Sulle colline pisane l’artista dipinse anche una famosa circoncisione di Cristo.
Rino Bucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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