Il Tirreno

Pontedera

Giovani di ieri e oggi nella Casa di Gavinana tra ricordi e Facebook

di Elisa Valentini
Giovani di ieri e oggi nella Casa di Gavinana tra ricordi e Facebook

Incontro nella struttura intitolata a monsignor Ciardi che da 55 anni ospita i campi estivi della diocesi di S. Miniato

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SAN MINIATO. Un luogo dove imparare a stare insieme secondo i principi cattolici. Un crocevia di vite e di storie impresso nella mente e nel cuore di intere generazioni. Questa è Gavinana, località di villeggiatura della Montagna pistoiese, per i 30 tra ragazzi e adulti, provenienti dalla diocesi di San Miniato, che ieri si sono ritrovati nella “Casa dell’adolescente mons. Ciardi” per festeggiare i 55 anni della fondazione della struttura ed inaugurare la stagione 2014 dei Campi scuola organizzati dall’Azione cattolica della stessa diocesi di San Miniato. Tre generazioni a confronto, unite però da quel passaggio dalla Casa di Gavinana, esperienza indelebile che prosegue: già da lunedì arriverà a Gavinana un gruppo di 20 campeggisti, cui ne seguirà un altro di 60.

L’amicizia. Varcato il cancello della Casa, per i partecipanti è stato spontaneo un abbraccio coi compagni di avventura. Segno di un’accoglienza verso l’altro che ha coinvolto anche noi, giornalisti osservatori, fra un caffè, uno scambio di sorrisi, fino all’invito a sedersi su una di quelle panchine disposte in cerchio, nella fresca ombra del parco, per dibattere sul tema della giornata: “La cura dell’azione cattolica per l’educazione e la formazione cristiana e civile delle generazioni”. Vivere da testimoni di fede nella vita quotidiana è lo spirito dell’Azione Cattolica. E la Casa di Gavinana ne è esempio. «Bene materiale da conservare – ha detto il presidente dell’Ac di San Miniato Andrea Barani – ma anche memoria per chi è passato da qui e impegno per un cammino da proseguire. Luogo in cui, seppur sulla terra, si è aperto per molti il cielo».

La storia. La costruzione risale al 1959 per l’intuizione di monsignor Ciardi. Già da anni il canonico, assistito dalla Gioventù italiana azione cattolica(Giac), organizzava campeggi estivi per ragazzi a Gavinana. Da qui l’idea di costruire una struttura sul quel terreno, circondato da boschi, donato da una famiglia locale alla parrocchia di San Miniato Basso e oggi di proprietà delle diocesi. I lavori terminarono nel 1962 fra le difficoltà per la conformazione geologica del terreno e le poche risorse economiche. Molti gli sforzi compiuti in questi anni dall’associazione e dalla cooperativa Vacanze Serene, che gestisce la Casa, per mantenerla in buone condizioni e adeguata alle normative.

Vite e ricordi. Ai tempi del social network La Casa dell’Adolescente del Mons Ciardi ha un gruppo aperto su Facebook e comunica anche a colpi di Tweet. C’è chi definisce la Casa di mons. Ciardi un “fatto sociale” che ha creato relazioni fra gli abitanti della diocesi di San Miniato che tocca 3 province e 17 comuni. Ieri c’erano giovani e non, educatori e campeggisti, intere famiglie - nonni, genitori e nipoti - passate per le camerate della Casa Ciardi. Colonna portante, Don Roberto Pacini, assistente unitario diocesano dell’Ac di San Miniato, che tanto ha dato a più generazioni. «Ricordo la mia esperienza a Gavinana – spiega Roberta Latini – e oggi sono qui coi miei figli, Sara di 23 anni e Paolo di 18, che dopo essere stati campeggisti, sono divenuti educatori». In via Patorsi a Gavinana, molti hanno trovato la loro vocazione. Chi quella al sacerdozio, chi quella di un impegno più attivo in politica. A Gavinana sono nate amicizie tra fucecchiesi e cascianesi, tra giovani di Santa Croce e di Larciano. E anche alcuni amori, poi sfociati in matrimoni e famiglie. «Nel 2008 ho partecipato a un campo a Gavinana – spiega Luca Carloni, 23 anni – e da lì ho intrecciato rapporti con persone di tante parrocchie e di tutte le età. Nel 2010 sono diventato educatore e qualche volta ho fatto il responsabile di campo». I campi estivi sono un ricordo di gioventù anche per Michela Latini: «Un’esperienza di chiesa e di amicizia che insegna il valore di stare insieme».

La vita alla casa. Condivisione è la parola chiave. «I ragazzi dormono in camerate – spiega Marco Foggi, presidente parrocchiale dell’Ac di Castelfranco di Sotto – e curano la struttura facendo pulizia delle camerate, servizio mensa e liturgico. Alla riflessione su argomenti di attualità, si alternano uscite e giochi di gruppo». Poi Foggi ricorda: «A 11 anni partecipai ad un campo estivo sulla spinta dei miei genitori. Un giorno mi ritrovai chierichetto contro voglia. Eppure quell’esperienza mi cambiò. Dopo anni tornai a Gavinana e ritrovai quell’accoglienza che mi mancava». Secondo Elisa Barani di Fucecchio «le attività di discussione aiutano a costruirsi un’opinione su molte tematiche». Esperienze che fanno crescere a tutto tondo e che i 30 partecipanti hanno ricordato guardando le vecchie foto, prima della santa messa e il ritorno a casa.

Difficoltà e apertura. Negli ultimi anni l’esperienza dei Campi scuola di Gavinana vive un momento di flessione rispetto alle presenze numerose degli anni passati, scenario che riflette la presenza dell’Ac nelle varie parrocchie. «Questa giornata – ha detti Enrico Lucchesi, amministratore della cooperativa Vacanze Serene – è anche un’occasione per rilanciare l’attività dei campi estivi. Ci piacerebbe in futuro coinvolgere sempre più i giovani di Gavinana e dei paesi vicini per intessere più profonde relazioni con le parrocchie della montagna che da 55 anni ci ospita».

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