Gioco
Festival del Chianti a poche ore dal verdetto
Usiglian del Vescovo, Uccelliera, Spazzavento e Villa Saletta tra le aziende partecipanti al concorso
PONTEDERA. Ci siamo quasi. Martedì prossimo, in occasione del Gran Galà in programma al ristorante “Castero” di Lavaiano, si conclude ufficialmente il Festival del Chianti delle colline pisane, organizzato dal nostro giornale con il supporto dell’enogastronomo Enrico Bimbi e il sostegno de “La Cittadella Caffè”. Nell’occasione, saranno resi noti i verdetti della giuria e si saprà finalmente a chi andranno i Fiaschi di diamante, d’oro e d’argento.
Scorrendo l’elenco delle 24 aziende agricole partecipanti al concorso, troviamo Usiglian del Vescovo, nel comune di Palaia, in gara con il proprio Chianti Superiore 2012. Da uve Sangiovese e affinato per sei mesi in botti di rovere, questo Chianti si caratterizza per il frutto ed i profumi intensi. Il colore è rosso rubino, con sfumature di violetto e granato, il profumo floreale, fruttato e speziato, il palato è da medio a pieno corpo, con tannini morbidi da uve Sangiovese.
Con il Chianti Docg 2012 si è iscritta al concorso anche la Fattoria Uccelliera, nel comune di Fauglia. Il vino in questione nasce da una fermentazione in vasche di acciaio a contatto con le bucce per circa 15-20 giorni con rimontaggi e follature con rottura e immersione del cappello. Il colore è rosso rubino intenso, con tonalità coperta, riflessi caldi e con lievi sfumature granato.Il profumo è ampio, fine, elegante, complesso. I toni sono fruttati, con sentori di frutta rossa e sensazioni speziate. Il gusto è armonico, caldo, elegante, di ampio volume e struttura, molto persistente, molto morbido, con retrogusto complesso di toni fruttati.
In degustazione martedì da “Castero” pure il Chianti del Podere Spazzavento, nel comune di Ponsacco. «Il nostro vino – ci spiegano dall’azienda – viene prodotto con un 90% di Sangiovese e un 10% di Colorino. Ciò che rende particolarmente unico questo vino è la sua lavorazione tradizionale: il “Governo all’uso toscano”. Consiste, una volta che il mosto di Sangiovese ha terminato la fermentazione, nel farla partire nuovamente con grappoli di Colorino appassiti e diraspati a mano. Questa doppia fermentazione dona al vino una freschezza e un gusto rotondo che ripercorre la migliore tradizione del Chianti».
Dalla Fattoria Villa Saletta arriva invece il Chianti riserva “La Rocca” del 2008. Anch’esso segue le tradizioni pisane. Il vino è realizzato in almeno l'85% da Sangiovese, completato con Merlot e Cabernet Sauvignon. Come "riserva" il vino riceve due anni di affinamento in cantina prima di essere imbottigliato. Il partner ideale per cucina toscana, compresi piatti di pasta, prosciutto e salame.(crimar)
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