Il dolore
Fatta per i tir, ma non ci possono passare
Ancora problemi per la nuova Strada di Patto. È già talmente dissestata che il Comune ha dovuto istituire il divieto
PONTEDERA. Il nuovo paradosso della Strada di Patto, tratto di asfalto costellato di buche e avvallamenti, costato alcuni milioni di euro, riguarda un divieto alla circolazione dei camion introdotto probabilmente nel tentativo di salvare il salvabile.
Quel che resta di una strada costruita male, inaugurata in fretta e che inizialmente si era pure cercato di collaudare altrettanto velocemente senza riuscirvi, è rappresentata da un’ordinanza che limita la circolazione sulla circonvallazione. L’arteria che doveva servire a collegare più facilmente la superstrada Firenze-Pisa-Livorno alle fabbriche della zona industriale di Gello e Ponsacco, è oggi di fatto vietata ai mezzi superiori alle cinque tonnellate.
Il passaggio di mezzi troppo pesanti potrebbe compromettere ulteriormente le condizioni dell’asfalto, che purtroppo si era sbriciolato nelle settimane successive all’apertura della nuova viabilità. E la situazione è andata progressivamente peggiorando, anche se il Comune ha tentato di fare il possibile per coprire le buche più evidenti.
Ad oggi, secondo il comandante della polizia locale dell’Unione Valdera, non ci sono più le condizioni di sicurezza richieste su una strada transitata da mezzi pesanti. Da qui l’ordinanza, emessa circa un mese fa, e che si è tradotta con l’installazione della segnaletica con i divieti. Un bel pasticcio a cui si sta cercando di porre rimedio.
Dopo tanti ripensamenti, all’inizio dell’anno l’ex vicesindaco Massimiliano Sonetti aveva ammesso gli evidenti problemi sulla Strada di Patto e aveva minacciato di bloccare 100mila euro di pagamenti all’impresa vincitrice dell’appalto. I lavori eseguiti fino a questo punto sono stati a carico dell’impresa incaricata di realizzare la strada. «Perché appena dopo il taglio del nastro – aveva ammesso Sonetti – ci siamo accorti che qualcosa non andava. Per questo non abbiamo ancora effettuato il collaudo e abbiamo stoppato la procedura per incamerare parte della fideiussione alla stessa impresa che ammonta a circa 16mila euro».
Praticamente, una somma irrisoria. Tuttavia, oggi il contenzioso appare l’unica vera strada percorribile dall’amministrazione comunale. Il Comune cercherà di rivalersi nei confronti della ditta per un danno d'immagine, qualora emergessero irregolarità rispetto alla realizzazione dei lavori per i 900 metri di strada in questione. Inizialmente, dopo il primo freddo inverno, buche e avvallamenti erano stati motivati quasi come una conseguenza delle avverse condizioni meteo e del sale usato per evitare la formazione di ghiaccio. Ma poi, dopo le insistenti critiche della minoranza, è emersa una realtà diversa. Il vero problema starebbe dunque nel “sottofondo” stradale che non regge perché mal progettato, e magari anche mal realizzato.
Resta da capire quanto inciderà nella vicenda il fatto che inizialmente, per il primo tratto aperto, il Comune aveva rilasciato per quel lotto il certificato di regolare esecuzione parziale dicendo che i lavori eseguiti erano stati ispezionati minutamente, effettuati a regola d’arte e in conformità delle prescrizioni contrattuali.
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