Il Tirreno

Pontedera

Tinche e scardole nel lago ripopolato

di Tommaso Silvi
Tinche e scardole nel lago ripopolato

Svolta per il “Nemo” ai Braccini. Immessi in acqua anche cavedani e carpe cuoio. Prossimamente le gare di Eccellenza

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PONTEDERA. Silenzio, natura e colori dominano la scena. L’unico rumore che si sente è quello dei pesci che saltano nell’acqua. Sembra impossibile che a poche centinaia di metri da qui ci sia un centro urbano con tanto di macchine, clacson e traffico. Sullo sfondo si vedono i resti dell’ormai dismessa fornace dei fratelli Braccini, che ha dato il nome al quartiere dove regnano i due laghi pontederesi. Da una parte quello trasformato in uno stabilimento balneare da Daniele Bini, titolare del bagno Amalia. Dall’altra invece la creazione di Massimo Fiore, 40enne di San Miniato, gestore del lago Nemo. Nessun ombrellone, niente sabbia: qui ci si rilassa. Ma soprattutto, si pesca. Le postazioni per gli amanti della canna e del retino sono 65, sulle sponde del grande specchio d’acqua puntualmente sottoposto a controlli dal dottor Francesco Buggero, specializzato in tecnologia agro-industriale. Sono in tanti a impegnarsi per il lago Nemo. E pensare che solamente 4 anni fa, quando Massimo Fiore e i suoi soci misero piede per la prima volta nel polmone verde pontederese, lo scenario era completamente diverso. «Il lavoro di pulizia è stata la parte più difficile in assoluto – racconta Massimo – abbiamo impiegato un anno e mezzo per la bonifica dell’ambiente». Ora però a pochi passi dalle vie centrali della città c’è uno spazio creato ad hoc per i pescatori e gli amanti del relax. Con tante iniziative, come spiega Fiore: «Prossimamente ospiteremo due gare di pesca della categoria Eccellenza con 40 concorrenti provenienti da tutta la Toscana. Inoltre, abbiamo inserito nuove specie di pesci all’interno del lago, in modo da rendere più divertente e variegata l’attività sportiva nel nostro stabilimento. I clienti in acqua troveranno carpe cuoio, scardole, tinche e cavedani nostrali». Il lago Nemo si candida quindi come location ideale per il turismo a “chilometri zero”, sempre più gettonato con l’avanzare della crisi economica. «Si respira un’aria di pace indescrivibile. Per chi abita a Pontedera non è nemmeno necessario utilizzare l’auto per venirci a trovare», spiega ancora il gestore. Il chiosco presente a pochi passi dall’entrata principale inoltre offre la possibilità ai visitatori di gustarsi un drink immersi nell’atmosfera lacustre. Insieme a Massimo Fiore, ad occuparsi del lago Nemo ci sono anche Piero Mugnaini e Stefania Pedrazzetti. Per gli appassionati della pesca l’appuntamento è fissato per il mercoledì e giovedì dalle 18,30 alle 24 e per il sabato e la domenica dalle 7 alle 19.

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