Il Tirreno

Pontedera

Ex Gozzini, via libera alla mappatura dell’amianto

di Giacomo Pelfer
Ex Gozzini, via libera alla mappatura dell’amianto

Il Comune vuol conoscere con esattezza la superficie degradata a prescindere da chi eseguirà la bonifica. Lunedì la mozione dei Cinque Stelle in consiglio

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Il primo passo sarà quello della mappatura. Un’analisi puntuale per capire quali e quante lastre di eternit devono essere rimosse dalle coperture delle ex officine Gozzini. In pratica, conoscere l’estensione delle superfici più deteriorate, per procedere alla richiesta degli appositi preventivi a prescindere da chi, poi, dovrà effettivamente farsi carico della bonifica. L’amministrazione comunale di Santa Croce prova a chiarirsi le idee, attraverso cifre e metri quadri, per sapere il tipo e l’importo dell’intervento necessario per mettere i cittadini al riparo da ulteriori rischi alla salute. È questa la strada imboccata dalla giunta guidata da Giulia Deidda per risolvere il problema dell’amianto. Una strategia che sarà annunciata lunedì nel corso del consiglio comunale in programma dalle 21,15, che vedrà al centro dell’attenzione proprio il tema delle Gozzini grazie a un’interrogazione e ad una mozione presentata dai Cinque Stelle, impegnati in prima linea, ormai da più di un anno, su quella che definiscono «una grave emergenza sanitaria e ambientale».

Un po’ di storia. Da sempre i Cinque Stelle sottolineano la necessità di un intervento d’ufficio da parte del Comune, alla luce dell’articolo 250 del Testo Unico dell’Ambiente, che nell’impossibilità di ascrivere la bonifica al proprietario del sito, ne impone l’esecuzione al Comune o alla Regione, rivalendosi poi sulla proprietà. L’amministrazione, invece, ha sempre replicato citando il principio generale del “chi inquina paga”, ed emettendo un’ordinanza nei confronti dei liquidatori della Primavera 90 (proprietaria dell’immobile). Ordinanza impugnata di fronte al Tar della Toscana, che ha accolto la posizione dei liquidatori spingendo il Comune all’ulteriore ricorso al Consiglio di Stato. In attesa della sentenza definitiva, il sopralluogo richiesto ad Asl e Arpat lo scorso 19 marzo aveva accertato il degrado di alcune coperture e la presenza di fibre di amianto anche fra i detriti al suolo. Da qui l’iniziativa intrapresa dal Comune, per quantificare in modo preciso l’estensione delle parti da bonificare.

La strategia. «In questi giorni abbiamo approvato una delibera – spiega il sindaco Giulia Deidda – che dà mandato alla giunta di affidare un incarico per la mappatura. È uno studio di cui ci facciamo carico e che servirà a tutti, a prescindere di chi poi dovrà farsi carico dell’intervento, sia che spetti a noi, alla Regione o ai liquidatori. Ovviamente restiamo della nostra idea, ricordando che l’ordinanza emessa verso i curatori fallimentari scade il 25 luglio». «Se verrà disattesa prenderemo i provvedimenti del caso – aggiunge l’assessore all’ambiente Marco Baldacci –. Ad ogni modo, tutte le attività che il Comune sta portando avanti e i relativi costi, qualora il tribunale stabilisse che della questione doveva occuparsi la proprietà, saranno conteggiati nei danni subiti dall’amministrazione comunale».

L’appello. Il Movimento Cinque Stelle, intanto, invita la popolazione a seguire il consiglio comunale di lunedì, anche attraverso la diretta streaming dal sito del Comune. Di sicuro sarà presente il neonato comitato “Ex fabbrica Gozzini”, che riunisce oltre 50 cittadini residenti nei pressi del mega stabilimento. «Aspettiamo di ascoltare l’esito del consiglio comunale – dice la presidente Roberta Marcori – dopodiché ci riuniremo per valutare la situazione». Il consigliere comunale Cinque Stelle Luca Mazzantini spiega che gli atti portati in consiglio «serviranno a mettere l’amministrazione davanti a un bivio. Si tratta di scegliere – dice – se imboccare l’unica strada prevista per legge in queste situazioni, e in quel caso la giunta avrà il nostro supporto, oppure se continuare su altre strade di cui l’amministrazione dovrà assumersi la responsabilità. Per noi sarà l’ennesimo tentativo che facciamo in un’ottica collaborativa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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