Sicurezza
Ritorno alla vita dopo 2.000 anni
Per la prima volta dalla sua scoperta il teatro romano tornerà ad ospitare attori e spettatori
VOLTERRA. Sarà un percorso suggestivo, dall’arrivo che regala uno sguardo d’insieme sulle colline pisane allo spettacolo davanti alle rovine che risalgono ai tempi di Augusto.
Una capriola all’indietro tra le lucciole e gli spettacoli in anteprima; in mezzo a fiaccole e un sole che sta tramontando.
Dopo duemila anni, il teatro romano di Volterra torna ad ospitare attori e spettatori. «Un regalo tanto bello quanto inaspettato e che arriva dopo i problemi alle mura», confidano dall’organizzazione.
«La Soprintendenza di Firenze - spiega Simone Migliorini, fondatore del festival internazionale del Tetro romano - ci ha finalmente concesso l’uso di questo monumento costruito sotto l’impero di Ottaviano Augusto. Dal suo ritrovamento non aveva mai ospitato un evento. Sono secoli che le antiche sedute aspettano che arrivi qualcuno».
Le prime edizioni del festival volterrano, infatti, si sono articolate lungo l’area che ospitava la palestra delle terme «e il teatro in pratica restava un elemento di decorazione sullo sfondo». Insomma, c’era la location ma non era disponibile il pezzo più bello e pregiato.
Per la prima volta il palco sarà montato là dove gli attori romani deliziavano i nobili con la loro arte e dove il tempo l’ha nascosto fino a che qualcuno non è riuscito a riportarlo alla luce.
Il pubblico entrerà nel monumento, come gli antichi patrizi, attraverso l’ambulacro. Lì saranno disposti degli ulteriori posti a sedere, come se fosse una sorta di galleria.
Per gli altri spettatori, ci sarà la discesa fino all’area termale con il passaggio dal quadriportico che immette nel vomitorium. «Non inganni il nome. In origine - dice Migliorini - era un corridoio che dava accesso alle sedute della cavea».
Il pubblico assisterà dalla platea realizzata nel semicerchio del coro. Infatti, solo le due prime file della cavea saranno disponibili. La parte più alta resta chiusa per problemi di agibilità e rischi strutturali.
«Il palcoscenico - dice il direttore artistico - sarà montato là dove lo pensarono i costruttori romani. Sarà il debutto per una struttura che esiste da venti secoli».
Quest’anno il festival è stato inserito all’interno della rete di valorizzazione dei monumenti che fa leva sugli spettacoli di qualità. Un’esperienza voluta dal Mibact e caldeggiata da “I Teatri di Pietra”.
La manifestazione inizierà il 5 luglio e andrà avanti fino al 13 luglio. «Si tratta di spettacoli in anteprima nazionale», dice Migliorini. Tra gli eventi più attesi c’è la Medea di Euripide con Pamela Villoresi.
Dopo una pausa si ripartirà il 28 luglio fino a chiudere il 3 di agosto. Nel calendario è previsto anche un evento, “Artisti di Volterra per Volterra”, che vedrà coinvolti personaggi locali conosciuti al grande pubblico che si ritroveranno sullo stesso prestigioso e inedito palco per stringersi attorno alla loro città, colpita dalle frane e dalle emergenze archeologiche. L’intero incasso della serata sarà devoluto in beneficienza. Per info: www.teatroromanovolterra.it
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