Il Tirreno

Pontedera

Nella Saffi un polo culturale e la Caritas

Nella Saffi un polo culturale e la Caritas

È il progetto della propositura che lancia un bando per il recupero dell’ex scuola. In ballo anche i locali di corso Matteotti

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PONTEDERA. Recupero dei locali dell’ex scuola Saffi e vendita degli spazi della biblioteca che si affacciano su corso Matteotti. È questo l’ambizioso progetto della propositura di Pontedera presentato ieri da don Piero Dini e da Sergio Giuntoli che comincerà con una sorta di bando pubblico per l’individuazione dell’idea con cui partire per portare a nuova vita lo stabile della vecchia scuola. In pratica si apre un concorso per professionisti dell’edilizia per creare un polo culturale («Vorremmo realizzare un oratorio per adulti», ha spiegato don Dini) con sale e spazi d’incontro in cui trasferire i volumi della biblioteca della parrocchia che attualmente si trovano, appunto, nei locali di corso Matteotti. Ma anche sedi per associazioni cittadine, religiose e non, oltre agli uffici e a un dormitorio per senza tetto della Caritas di Pontedera che sta nascendo grazie alla collaborazione tra le parrocchie della città.

Un progetto da 400mila euro. Chi riuscirà a proporre il progetto più convincente avrà il via libera per la progettazione. Ammesso, però, che la propositura riesca a far quadrare i conti di un’operazione ancora tutta da pianificare sotto l’aspetto economico. L’edificio dell’ex Saffi caratterizzato da due su due piani, in cui ci sono 17 aule, una palestra e una biblioteca era già stato oggetto di uno studio per la riqualificazione dello stabile. Che, però, era naufragato per i costi troppo alti. «La stima era stata di oltre un milione – sottolinea il proposto – in questo caso, invece, potremmo farcela con 400mila euro». Una cifra nettamente inferiore, ma ancora tutta da trovare. «Credo che saremo costretti a chiedere aiuto – riprende don Piero Dini – Una soluzione potrebbe arrivare dall’8 per mille alla chiesa cattolica che attiverebbe fondi della Cei per la costruzione della sede della Caritas. Un altro contributo potrebbe arrivare anche dagli oneri di urbanizzazione per la realizzazione di opere religiose. Ma i progetti delle varie parrocchie sono molti e non sarà facile ottenere l’assegnazione di fondi».

Operazione immobiliare. Quello che sembra chiaro dalle parole di don Dini e di Giuntoli è che non ci sarà spazio per collegare finanziariamente il recupero dell’ex Saffi con l’eventuale vendita degli spazi a di proprietà della parrocchia che comprendono anche il vecchio cinema Roma. Una volumetria ingente che, a cose normali, permetterebbe d’incassare molti soldi. Ma il mercato immobiliare, in questo momento, non permette di fare calcoli e, soprattutto, non offre garanzie. «Sarebbe da pazzi sperare nella vendita degli spazi del corso per poi investire il denaro nel recupero dell’ex Saffi. Devono essere due operazioni separate», ha detto Giuntoli.

Acquolina in bocca. Anche se l’idea di mettere sul mercato il cinema Roma e area adiacente fa venire l’acquolina in bocca anche al sacerdote. «La nostra idea è quella di liberare gli spazi di corso Matteotti – sottolinea don Dini – e metterli sul mercato per renderli appetibili a chi li vuol mangiare». Insomma, eventualmente la vendita consentirebbe di rientrare dei soldi spesi per i lavori di recupero dell’ex scuola. «Ristrutturare questo edificio ci permetterebbe davvero di creare un polo di attrazione attorno al duomo per i grandi e i ragazzi - dice ancora il proposto – Ma sarebbe anche un punto di riferimento per tutta la città, compresi quelli che ogni giorno sono alle prese con la povertà».

Andreas Quirici

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