Sicurezza
Negavano la scuola ai figli, denunciati
Decine di casi scoperti dai carabinieri nei controlli eseguiti In maggioranza la dispersione riguarda famiglie rom
PONTEDERA. I casi più eclatanti, a parte quelli che riguardano i bambini dei campi nomadi vicini a Pisa, sono avvenuti in provincia. Tra gli studenti che nel corso dell’anno hanno abbandonato la scuola c’è anche un sedicenne tunisino che frequentava la scuola media a Casciavola e che è stato fermato dai carabinieri con l’accusa di spaccio. Del resto, la dispersione scolastica è spesso sinonimo di degrado sociale. Il bullismo, l'uso delle droghe e le più disparate forme di microcriminalità trovano spesso linfa vitale da soggetti minorenni che, appunto, vengono sottratti al mondo della scuola.
Anche la provincia di Pisa non fa purtroppo eccezione. La presenza dei campi nomadi esistenti ai margini della città costituisce indubbiamente un fattore di rischio aggiuntivo che, nel nostro territorio, incide significativamente. È quanto è emerso da una serie di servizi mirati disposti dai carabinieri di Pisa nel corso dell'anno scolastico appena conclusosi, nel cui ambito sono venute alla luce situazioni di degrado familiare altrimenti destinate a rimanere sommerse.
I casi di maggiore rilievo sono emersi a Pisa, dove i carabinieri della compagnia, al comando del maggiore Stefano Bove, hanno deferito alla locale procura della Repubblica 55 persone, tutti genitori o esercenti la patria potestà di soggetti minori domiciliati negli insediamenti rom di Riglione e San Piero a Grado.
Le persone denunciate omettevano di inviare i loro figli a scuola. L'ipotesi loro contestata è quella di cui all'art. 731 del codice penale (inosservanza dell'obbligo di istruzione elementare dei minori). Alla denuncia è seguita l'immediata comunicazione ai servizi sociali per gli interventi di competenza. Anche fuori dal capoluogo i risultati sono stati positivi, seppur nel contempo indicativi della diffusione complessiva del fenomeno. Particolari casi d'interesse sono infatti emersi a Pontedera, Navacchio e Ponsacco (6 le persone complessivamente denunciate, mentre altri approfondimenti sono in corso nel comune di Bientina). Negli istituti di Santa Croce sull’Arno è stata accertata la dispersione scolastica di 12 minori, di cui 3 italiani e 9 stranieri, con accertamenti ancora in corso nei confronti dei genitori, resisi responsabili della medesima violazione di legge. Un ulteriore caso a Riparbella, dove sono stati deferiti all'autorità giudiziaria due coniugi marocchini che non mandavano i loro due bambini a scuola (prima ed terza elementare).
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