Finanza
«Provincia e Bonifica, così non va»
Il sindaco di San Miniato attacca frontalmente gli enti per la scarsa manutenzione dei corsi d’acqua. E minaccia le dimissioni
SAN MINIATO. Vittorio Gabbanini all’attacco, in una conferenza stampa senza dubbio fuori dall’ordinario, in cui il primo cittadino si è sfogato contro Consorzio di Bonifica e Provincia di Pisa per la scarsa manutenzione dei corsi d’acqua sul territorio comunale. Un attacco infuocato quello andato in scena ieri mattina, in sala consiliare, con i rappresentanti del Consorzio di Bonifica del Basso Valdarno, del dipartimento Difesa del suolo della Provincia e di Acque Spa. «Vi chiedo di cambiare passo perché siete arroccati su posizioni che non vanno bene», ha ripetuto Gabbanini, minacciando anche di dimettersi dall’Assemblea del Basso Valdarno. Un faccia a faccia che il primo cittadino aveva richiesto, prima di tutto, per precisare che il Comune non ha competenza sulla manutenzione di fiumi e fossi, e al tempo stesso per chiamare gli enti competenti alle loro responsabilità.
Ad aprire la questione, infatti, erano state le proteste di cittadini pontaegolesi contro le condizioni dell’Egola, con tanto di cartelli di protesta indirizzati al primo cittadino. Da qui l’incontro, al quale ha preso parte anche l’ assessore Manola Guazzini, che in apertura ha provato a stemperare il clima «per provare – ha detto – a lavorare tutti nella stessa direzione». Fin dalle prime battute, invece, l’incontro si è trasformato in un contraddittorio: un botta e risposta in cui Gabbanini ha contestato le giustificazioni addotte dagli enti.
Le competenze. In apertura sono state proiettate le immagini di corsi d’acqua invasi dalla vegetazione. Tra questi l’Egola, la cui competenza si divide tra il Consorzio di Bonifica a sud del ponte e la Provincia nella parte a nord. «Oggi voglio mettere un punto fermo su chi deve fare che cosa – ha detto Gabbanini –. Le immagini parlano da sole, ma nessun corso d’acqua è di competenza del Comune. Io li capisco i cittadini perché il sindaco è l’unica figura raggiungibile, però è bene che si sappia che la manutenzione di fiumi, rii e fossi non spetta a noi. Più volte ho riunito a un tavolo tutti questi enti, ma poi non è mai cambiato niente: si gira intorno all’ostacolo per non fare nulla. Questo, però, non significa che io mi tiro indietro: ho già scritto al prefetto perché di questa situazione sono molto preoccupato. In caso di acquazzone qualche cittadino rischia di finire sott’acqua».
Le giustificazioni. Provincia e Consorzio di Bonifica hanno replicato spiegando i motivi del ritardo nella manutenzione, ma precisando che «non esistono situazioni di pericolo». Marco Monaco, presidente del Consorzio Basso Valdarno, nel quale è confluito l’ex Consorzio della Valdera, ha parlato di «problematiche burocratiche», legate proprio all’accorpamento dei consorzi, «che fino ad oggi ci hanno impedito di fare le gare». «Dalla prossima settimana – ha detto – affideremo i lavori, però i miei tecnici mi dicono che non esistono problemi di salvaguardia idraulica». Nel caso dell’Egola, in particolare, il direttore d’area Gianluca Soro ha spiegato che quelle canne «sono di piccole dimensioni proprio perché vengono tagliate ogni anno. Possono essere esteticamente sgradevoli ma non creano problemi. Possiamo quindi aspettare benissimo un mese prima di fare la manutenzione». Stesso concetto espresso dal dirigente della Provincia Giovanni Bracci: «La competenza provinciale è esclusivamente idraulica, non estetica – ha affermato – e certe situazioni dal punto di vista idraulico sono assolutamente ininfluenti. Quello della manutenzione, in realtà, è spesso un falso problema. I principali rischi, oggi, sono creati dai nubifragi brevi e abbondanti, ed è appurato che in certi casi gli effetti al suolo sono esattamente gli stessi, a prescindere dalla manutenzione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
