Il dolore
Rabbia per quelle piante nel fiume
Ponte a Egola: cittadini infuriati per la scarsa manutezione degli argini. E oggi lo scontro tra gli enti
SAN MINIATO. Era cominciato tutto domenica sera, durante la sfilata dei rioni del Palio del Cuoio, la serata di apertura di una settimana di festeggiamenti per Ponte a Egola. Ma evidentemente il problema dell’erba alta e assolutamente incolta nel fiume Egola non va giù agli abitanti della frazione. Tanto che, sulle tribune è stato esposto un cartello che non lascia il campo alle interpretazioni: «Sindaco pulisci l’Egola». In rappresentanza dell’amministrazione comunale, alla serata di apertura del Palio del cuoio, c’era il vice sindaco, Chiara Rossi, che si è vista riversare addosso le accuse dei pontaegolesi. Davanti alle quali non ha potuto far altro che allargare le braccia e dire che il Comune non è competente per la pulizia del fiume. Una questione che sarà affrontata oggi in una conferenza stampa che si preannuncia molto calda.
Gabbanini non ci sta. Il sindaco di San Miniato, Vittorio Gabbanini, non ha intenzione di passare per quello che sottovaluta il rischio idraulico dovuto alla scarsa manutenzione degli argini e all’inesistente, almeno stando all’erba presente nell’Egola, cura del verde da parte di chi di dovere. È per questo che ha inviato alla conferenza stampa anche la Provincia di Pisa, Acque Spa, il Consorzio di Bonifica 4 del Basso Valdarno e l’Autorità idrica Toscana-Conferenza territoriale 2 Basso Valdarno. Gli enti, in pratica che, secondo lui, sono quelli tenuti a garantire la pulizia e la sicurezza dei corsi d’acqua. L’Egola, nello specifico. Gabbanini ha intenzione di far prendere le responsabilità ai cosiddetti enti preposti. Ma non dice granché alla vigilia dell’appuntamento: «I cittadini ce lo chiedono, ma noi non abbiamo competenza. Siccome il rischio idraulico è una cosa da non sottovalutare, voglio che tutti si prendano le loro responsabilità. Così, magari, evitiamo di prendere rimedi solo dopo che un fiume è esondato per scarsa manutenzione».
La versione dei pontaegolesi. Intanto gli abitanti di Ponte a Egola non fanno grossi giri di parole. E scrivono una lettera: «Da oltre un anno il fiume Egola è completamente abbandonato a se stesso e ormai alla sua pulizia ci pensano solo le ondate di piena, come accaduto alla fine dell'autunno dell'anno scorso e verso la fine di Gennaio di quest'anno, con quest'ultima che, tra l'altro, ha anche allagato alcune case vicine. Il sindaco Vittorio Gabbanini è sempre stato al corrente di queste lamentele, ma ci ha totalmente ignorato, proprio come il Consorzio che si occupa della sua pulizia. Ma che però in questi giorni ha tempo e denaro per venire a fotografare e staccare i cartelloni di protesta che vengono apposti sul ponte del paese».
Paura per le piene. «Non si può arrivare nella stagione delle piogge con un fiume in questo stato e al primo accenno di piena in cui di certo contribuiscono anche queste "stupende" piante – dicono ancora i cittadini – il sindaco accorre sul ponte e fa la scena del preoccupato, quando sa bene in che condizioni è sempre stato il fiume. Tra l'altro non può scaricare la colpa della mancata pulizia al Consorzio che fa altrettanto».
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