Il Tirreno

Pontedera

Soldi ai dipendenti per scovare gli evasori

di Emilio Chiorazzo
Soldi ai dipendenti per scovare gli evasori

Il Comune incentiva i propri impiegati: così verranno controllate almeno la metà delle 14.500 dichiarazioni dell’Imu

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PONTEDERA. Il punto di partenza è la mancanza di soldi: quelli che entrano in meno dai trasferimenti statali, quelli che lo Stato incassa direttamente dal territorio; quelli che non vengono incassati, perché si evadono tasse e tributi. Da qui inizia la lotta dell’amministrazione comunale che, per far quadrare i bilanci, deve racimolare più entrate possibili.

«Non è stato facile chiudere i conti del bilancio – hanno spiegato l’assessore Marco Papiani e il sindaco Simone Millozzi nel presentare la manovra economica comunale – Non ci sono certezze su alcuni trasferimenti che dovranno arrivare dallo Stato. E questo rende tutto molto difficile, tant’è che quest’anno anche noi abbiamo aspettato fino all’ultimo momento per poter varare la manovra».

Che sarà presentata al consiglio comunale, per riceverne l’approvazione, il 22 luglio, una settimana prima della scadenza dei termini, se non ci saranno - come si suppone - nuove proroghe.

I soldi che mancano. Al Comune non arrivano più i soldi della Imu sulla prima casa, abolita da un anno. Si tratta di circa 2,8 milioni di euro. In compenso con l’applicazione della Tasi, la tassa sui servizi indivisibili, quello stesso importo (che prima veniva trasferito dallo Stato ai Comuni), sarà incassato da Palazzo Stefanelli.

Ma c’è una fetta di Imu che, maturata in città, finisce direttamente nelle casse statali. E che, invece, potrebbe servire a non applicare la Tasi. «Si tratta dell’importo che pagano i titolari di immobili produttivi: aziende, fabbriche, laboratori, tutti quelli che sono catalogati come fabbricati di categoria D: questi versano l’Imu allo Stato, anziché a noi». L’importo che produce la sola Pontedera è di tre milioni e settecentomila euro. Se il Comune, sottolineano gli amministratori, disponesse di quell’importo, non ci sarebbe bisogno di applicare una nuova tassa, qual è la Tasi.

La lotta all’evasione. C’è poi il capitolo delle imposte che non vengono pagate: quelle evase. Lo scorso anno l’attività del Comune, di concerto con l’Unione della Valdera, che dispone dell’ufficio di recupero crediti coattivo, ha dato buoni frutti: un milione e mezzo di tasse e imposte che erano sfuggite ai contribuenti e di conseguenza alle casse pubbliche.

«Abbiamo pensato di aumentare i controlli – spiega l’assessore al bilancio Marco Papiani – così la lotta all’evasione è diventata un programma con degli obiettivi da raggiungere, da parte dei nostri dipendenti comunali»

Incentivi per scovare i furbetti. I due uffici preposti, quello comunale dei Tributi e quello dell’Unione Valdera che si occupa della riscossione dei tributi, avranno un incentivo in denaro per raggiungere alcuni obiettivi nella lotta all’evasione dei tributi locali. Il traguardo che il Comune si è prefisso, per il 2014, è quello di recuperare 650mila euro. «I nostri dipendenti lavoreranno per verificare tutte le dichiarazioni legate ai tributi che si versano ai comuni, li confronteranno con una serie di dati di cui disponiamo, a caccia di errori ed omissioni, con l’intenzione di recupere dei soldi che non sono stati versati alla scadenza al Comune».

L’obiettivo dei controlli è ambizioso: al Comune, nell’arco dell’ultimo anno, sono state presentate 14mila cinquecento dichiarazioni per l’Imu, l’imposta municipale unica, sulle case: ci sono, dentro, gli estremi di ogni immobile di cui dispone il contribuente. «DI questi – conclude Papiani – i nostri impiegati dovranno controllarne almeno il cinquanta per cento. E se ci riescono scatta l’incentivo, un premio in soldi che finisce nelle loro tasche».

I furbetti sono avvertiti: a Palazzo Stefanelli e nella sede dell’Unione i lavori già fervono. La possibilità di farla franca è davvero minima.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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