Sicurezza
La città del teatro chiude il bilancio in forte rosso
Mancano circa 700mila euro per fare quadrare i conti e tutto questo mentre uno dei soci proprietari, la Provincia, si defila e taglia il proprio contributo
CASCINA. Un teatro riaperto alla comunità e alle associazioni impegnate sul fronte delle battaglie civili. La Città del teatro di Cascina non può che ritenersi soddisfatta dell'andamento della stagione teatrale. Da settembre a oggi l'ex-Politeama ha registrato 40.000 presenze nelle molteplici attività realizzate in aperture per spettacolo dal vivo serale, domenicale per le famiglie, matinée di teatro per gli studenti delle scuole del territorio, corsi e laboratori di formazione, progetti speciali, eventi in esclusiva nazionale, concerti, allestimenti e debutti di artisti nazionali, residenze di giovani compagnie teatrali, incontri pubblici con gli artisti collaterali agli spettacoli proposti, senza contare i convegni nazionali della scuola, le mostre d'arte collegate a tematiche di impegno civile, le aperture speciali ad ingresso libero. Di tutto di più. Ma questo non basta a sanare un bilancio che ormai da anni si trascina vecchi debiti, mentre gli enti proprietari, Comune di Cascina e Provincia di Pisa, sono sempre di più in difficoltà economiche. Il bilancio consuntivo del 2013 è stato approvato dal Cda del teatro, presieduto da Michelangelo Betti, e presentato anche alla commissione consiliare cultura.
Il debito pregresso ammonta a poco meno di 700mila euro, in gran parte accumulati nelle vecchie gestioni ma che prima o poi dovranno essere sanati se Comune e Provincia non vorranno lasciare andare alla deriva la Fondazione Sipario. Tutto questo mentre il pubblico si dimostra sempre più interessato al progetto culturale ed artistico proposto dalla Città del Teatro la cui direzione artistica è stata affidata circa due anni fa a Donatella Diamanti. La Fondazione Sipario Toscana onlus, oltre svolgere attività di programmazione e formazione direttamente nel teatro di Cascina segue anche la programmazione del Teatro Rossini di Pontasserchio. Ma l'amministrazione di San Giuliano Terme, considerate le rigide regole del patto di stabilità e la mancanza cronica di denaro che tormenta le casse degli enti locali sin dall'esercizio 2012 ha tagliato i fondi destinati al teatro, riducendoli da 150mila a 60mila euro. Lo ha fatto anche la Provincia - atteggiamento questo più grave visto che si parla di un ente proprietario del teatro - che nel 2013 ha ridotto il contributo da circa 75mila euro a 10mila. E la prospettiva pare quella di lasciare la maggior parte di quel debito passato a carico del Comune di Cascina. Una situazione che preoccupa i lavoratori e lo stesso Cda del teatro chiamato a ristrutturare i conti della Fondazione per poter continuare a lavorare con un certo margine di tranquillità. I soldi però non ci sono e i soci della Fondazione dovranno attivarsi sia da questi mesi.
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