Finanza
Tre sfratti rimandati a luglio
Ponsacco: è emergenza casa ma ci sono segnali positivi come i 6 casi risolti nel 2013 da Casa Valdera
PONSACCO. Tre esecuzioni di sfratto a Ponsacco spostate al 17 luglio, dopo due rinvii consecutivi. È questa una delle pochissime buone notizie distillate da quella che è tra le più grandi emergenze dei nostri tempi, la casa. Una situazione che, giorno dopo giorno, diventa sempre più insostenibile e che la giunta guidata dal neo sindaco Francesca Brogi sta provando ad arginare. «Ma è una battaglia che ha bisogno di grossi rinforzi – dice l’assessore comunale al sociale, Tamara Iacoponi – Si dovrebbero costruire tante case popolari o a edilizia sociale. Perché qui non ce la facciamo davvero più».
L’ultimo sfratto. Se per i tre già citati è stata concessa una proroga di un mese per l’esecuzione, così non è stato per una donna nigeriana di 38 anni, madre di bambino di 6 anni e di una bimba di due e mezzo. Per lei lo sfratto è stato reso esecutivo il 5 febbraio scorso. La donna è stata accolta dalle suore del Divin amore a La Rotta, dopo che, a onor del vero, ha rifiutato varie soluzioni offerte dal Comune di Ponsacco. Ieri mattina, però, la ditta di traslochi inviata dalla proprietà per sgomberare l’appartamento degli ultimi mobili è arrivata per liberare definitivamente l’abitazione. C’erano rimasti i lettini e gli armadi dei figli della nigeriana che l’ufficiale giudiziario aveva dichiarato usurati e, quindi, da smaltire in discarica. La donna, passando davanti all’appartamento, ha visto la scena ed è scoppiato il caos. Sono intervenuti i carabinieri che hanno gestito la situazione. Mentre a pochi metri di distanza la straniera accarezzava in lacrime i pezzi dei lettini come fossero i suoi figli».
Mancanza di rete. Il caso della donna nigeriana è noto all’amministrazione comunale di Ponsacco. «È seguita dai servizi sociali del Comune – prosegue Iacoponi – ma la sua situazione è difficile. Così com’è molto problematica quella di tante altre persone alle quali manca una rete familiare o di amici a cui affidarsi in casi di questo genere. Di solito tutto crolla quando si perde il lavoro. Ogni mese arrivano due o tre richieste di aiuto ai nostri uffici. E la maggior parte si tratta di persone già con lo sfratto esecutivo in mano, davanti al quale è difficile intervenire.
Sei casi risolti. In questa zona, da alcuni anni è attiva Casa Valdera, un’estensione dell’Unione dei Comuni che cerca di mediare tra inquilini e proprietari in situazioni di morosità sul pagamento degli affitti. Nel 2013, a Ponsacco, su 14 domande di aiuto per sfratti, sei sono state accolte e risolte. Dall’inizio del 2014 i casi in esame sono 7 e ci sono buone possibilità che vengano risolte positivamente.
Gocce nel mare. Segnali incoraggianti, visto che dei tre sfratti rimandati a metà luglio, un proprietario ha dichiarato di voler prorogare il termine dell’esecuzione fino a che la stessa Casa Valdera non proporrà una soluzione. «A volte riusciamo a mediare - dice ancora l’assessore - E se non ci riusciamo ci muoviamo per trovare un’altra casa e sostenere il pagamento degli affitti per un periodo iniziale. Ma anche qui si rischia sempre di tornare punto e a capo. Perché se alla base c’è la mancanza di lavoro e non si trova un’occupazione alla svelta, anche avendo ottenuto un alloggio, ci si ritrova in difficoltà dopo poco tempo».
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