Sicurezza
Proroga dalla Regione alle concessioni di Solvay
La multinazionale belga continuerà a prelevare acqua dal Cecina fino ad ottobre Buselli: «Il nostro territorio ha perso, spero nell’aiuto del sindaco di Livorno»
POMARANCE. Si continuerà a prelevare dal fiume Cecina per tutta l’estate, come accade da oltre dieci anni a questa parte. Nonostante le conferenze dei servizi, le proteste e una sfilza di progetti (Aretusa, Hydro-s, Puretta) realizzati solo su carta.
Il summit. Ieri mattina i vertici di Solvay si sono incontrati a Firenze con i rappresentanti dei Comuni interessati e i tecnici dell’assessorato all’ambiente per chiedere una variazione agli obblighi imposti in sede di Valutazione d’impatto ambientale (Via) e legati al rilascio delle concessioni minerarie. In ballo, c’era, come sempre, lo sfruttamento idrico. E, l’incontro per la multinazionale aveva lo scopo di scongiurare la perdita delle stesse concessioni ed evitare il rischio di dover interrompere l’attività estrattiva.
Via libera. Come anticipato, i tecnici di Solvay hanno richiesto di poter posticipare la scadenza delle prescrizioni. Questo perché, nonostante nei cassetti dell’azienda ci sia un progetto di massima per la realizzazione di sei pozzi ex novo, quest’ultimo non è stato ancora definito nei dettagli né presentato.
I funzionari della Regione, dopo un lungo confronto, hanno concesso alla Solvay un ulteriore proroga. Si continuerà a prelevare acqua dal fiume Cecina fino alla metà di ottobre. Anche in estate, quando il fabbisogno idrico raggiunge spesso soglie da bollino rosso.
L’unica prescrizione rigurda i livelli della falda: qualora dovessero scendere sotto la soglia di allerta l’autorizzazione verrà revocata. Su questo punto dovrà vigilare la Provincia.
Spaccatura. Al di là del via libera fiorentino, dalla riunione ne esce anche una spaccatura tra le amministrazioni interessate dall’attività estrattiva. In sostanza sono stati tutti critici ma solo da Volterra si sono opposti con forza alla decisione presa dai tecnici dell’assessorato all’ambiente.
Un passo indietro. «Siamo a dieci anni fa - dice il sindaco di Pomarance Loris Martignoni - nonostante siano passati sui tavoli tanti punti di vista e altrettanti progetti oggi ci troviamo ad adottare le stesse soluzioni individuate nei primi anni duemila. È stata chiesta questa proroga e abbiamo deciso di esprimere parere favorevole perché riguarda solo i prossimi mesi e ci sono comunque relazioni che ci dicono che non stiamo correndo particolari rischi. Se la falda scendesse la Solvay verrebbe fermata. Per quanto ci riguarda credo che sia davvero arrivato il momento di metterci davanti ad un tavolo e trovare una soluzione. Se il progetto dei sei pozzi non fosse pronto pensiamo che si potrebbe considerare l’utilizzo di Pian di Goro andando a lasciare all’utenza le sacche dove ancora scorre acqua di qualità».
Volterra attacca. «Ha vinto Solvay e ha perso il territorio - scrive il sindaco Marco Buselli - ancora troppo fragile e condiscendente rispetto ai voleri della multinazionale belga. Mi auguro che assieme al nuovo sindaco di Livorno, che intendo andare a conoscere presto, si possa invece in futuro incidere in modo determinante sull'approccio alla materia della tutela idrica in senso complessivo. Con la decisione di oggi (ieri, ndr), le prescrizione della Via approvate nel 2004 vengono completamente snaturate».
@RinoBucci
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