Il Tirreno

Pontedera

La casa popolare è vuota da almeno sette mesi

di Sabrina Chiellini
La casa popolare è vuota da almeno sette mesi

A segnalare l’anomalia sono alcune famiglie di via Cairoli. «Il Comune lascia due sorelle malate in un alloggio al terzo quando ce n’è uno libero al 1° piano»

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CASCINA. Hanno aspettato alcuni mesi, sono stati all’ufficio casa del Comune a sollecitare un intervento che possa servire per trovare un altro alloggio a due sorelle ammalate che vivono in una casa popolare al terzo piano di un palazzo di via Cairoli, nel quartiere di Santa Maria a San Giorgio di Cascina. Poiché di mesi alla fine ne sono trascorsi quasi sette alcune famiglie che risiedono nella stessa zona hanno deciso di rendere pubblica una situazione che ritengono anomala. «Nel nostro palazzo – dicono – abitava una pensionata che circa sette mesi fa è stata trasferita in un istituto di ricovero per anziani. Come è possibile che il suo appartamento dopo tutto questo tempo non sia ancora stato assegnato?».

Alta tensione abitativa. Cascina è uno dei comuni ad alta tensione abitativa con un numero elevato di sfratti e di famiglie che sono alle prese con il problema della casa. Non solo: c’è un altro aspetto che non pare sia stato preso in considerazione. «Accanto al nostro condominio abitano due sorelle con problemi di salute e difficoltà a muoversi – aggiungono – avevamo chiesto all’ufficio casa del Comune di trasferire le due sorelle nelle casa rimasta disabitata da quando la pensionata vive all’ospizio. Ma questa soluzione è stata scartata e la risposta che ci è stata data non ci convince. Forse la casa andrà a una cittadina che ha già una sorella nello stesso immobile».

Alloggio interdetto. La burocrazia potrebbe avere un ruolo non secondario anche nelle lungaggini per la riassegnazione dell’alloggio popolare. Il Comune infatti replica ai cittadini che al momento non è possibile accedere all’alloggio della pensionata. Quest’ultima, infatti, è stata ricoverata all’ospedale lo scorso autunno e poi è stata trasferita in un istituto per anziani. «Ma solo lo scorso 22 maggio il Comune ha ricevuto ufficialmente la comunicazione che l’alloggio non sarà occupato dalla signora. Apes ha scritto al figlio invitandolo a provvedere entro breve tempo al trasloco», ha precisato l’assessore Fernando Mellea.

Ricorso alla graduatoria. Di fatto però perché si metta in moto la procedura per una nuova assegnazione passerà ancora altro tempo. Se il figlio della pensionata non restituirà le chiavi servirà l’ufficiale giudiziario. Dall’ufficio casa del Comune di Cascina rispondono anche che l’alloggio sarà assegnato in base alle graduatorie esistenti e che interessano anche la mobilità. Molto probabilmente la richiesta in favore delle sorelle non potrà essere accolta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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