Il Tirreno

Pontedera

Il centro massaggi era una casa d’appuntamento

Gli incontri venivano procurati con annunci sul web, la polizia è risalita ad alcuni clienti e poi all’alloggio che è stato chiuso a due passi dalla stazione

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Il listino delle prestazioni era vario: da 100 euro per un rapporto completo, fino a 30 per soddisfare altre richieste. Tanto i clienti sapevano che quella dei massaggi orientali, molto rilassanti, pubblicizzati con messaggi on-line e inserzioni sui giornali, era solo una copertura per la casa a luci rosse. Che polizia e agenti della municipale hanno scoperto e chiuso dopo avere pedinato i clienti e ricostruito il giro di affari di alcuni massaggiatrice cinesi. Lo strano viavai, a tutte le ore della giornata, ha insospettito gli altri abitanti del palazzo di via Fiorentini, nella zona della stazione ferroviaria. Centri per massaggi come quello scoperto e chiuso ce ne sono altri ma non è semplice dimostrare che dopo il massaggio ci può stare anche l’incontro sessuale. Il giro scoperto in via Fiorentini è stato ricostruito con lunghe indagini: una famiglia cinese, composta da padre, madre e un figlio di 6 anni, si è rivolta a un'agenzia immobiliare per la ricerca di un appartamento in città. Dopo aver accettato senza contrattare il canone mensile richiesto, i cinesi hanno stipulato un contratto di sei anni e effettuato le volture delle utenze, senza però mai andare ad abitarvi. Nell'appartamento però hanno preso “servizio” due giovani cinesi e una più esperta con il compito di avviare l’attività di prostituzione. «Attraverso messaggi on line si pubblicizzavano massaggi orientali che nascondevano però vere e proprie prestazioni sessuali con tariffe variabili a seconda della natura della stessa», ha spiegato il dirigente del commissariato di Pontedera, Luigi Fezza. Il meccanismo è collaudato: le donne ricercavano i clienti attraverso le inserzioni su quotidiani locali e nei siti specializzati in incontri. Con tocco di photoshop “taroccavano” le foto per attribuirsi «qualità personali che non avevano poi riscontro nella realtà e promettevano particolari massaggi che non lasciavano alcuno spazio all'immaginazione», ha aggiunto la polizia. Una volta contattate, le donne davano indicazioni ai clienti su come arrivare all'appartamento al primo piano del palazzo. Poi bastava prendere l’appuntamento e... pagare. Agli agenti è stato sufficiente fermare alcuni clienti e i primi sospetti hanno trovato conferma. Ricostruito anche il tariffario delle prestazioni: fino a 100 euro per rapporti completi, 30 per altri tipi. Prezzi comunque sempre trattabili, così è stato spiegato. Dopo qualche mese, quando le giovani erano ormai diventate esperte, la "maitresse" si è allontanata probabilmente per istruire altre ragazze in altre case d'appuntamento in altre città della regione.

È stata quindi richiesta alla Procura della Repubblica di Pisa una perquisizione domiciliare che ha fornito altre conferme agli inquirenti: sono stati trovati e sequestrati “strumenti di lavoro” e diversi cellulari e schede telefoniche utilizzati per contattare i clienti. A quel punto sono stati convocati in commissariato diversi clienti che hanno confermato di avere pagato le donne e non solo per i massaggi orientali. Le audizioni continueranno nei prossimi giorni.

La coppia che ha affittato l’appartamento (ora irreperibile) e le tre cinesi, di 31, 29 e 40 anni, sono stati denunciati per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Problemi in vista anche per il proprietario dell'appartamento che dovrà rivolgersi a un legale per riavere la disponibilità dell’immobile: il contratto non è stato disdetto e ha durata legale e dovrà farsi carico anche delle volture e del pagamento di tutte le utenze lasciate insolute dagli indagati. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze