Sicurezza
Buselli: chiarezza sulle prescrizioni per l’attività di Solvay
Oggi si riunisce la conferenza regionale dei servizi a Firenze La multinazionale chiede tempo per il progetto idrico
VOLTERRA. Oggi è l’ennesimo giorno in cui si parla di Solvay in Regione con la conferenza dei servizi che la multinazionale belga sfrutterà per chiedere una variazione alle prescrizioni imposte alla Valutazione d’impatto ambientale (Via) legate al rilascio delle concessioni minerarie per evitare di perderle e interrompere l’attività estrattiva. Ancora una volta in ballo c’è lo sfruttamento idrico, al quale Solvay dovrebbe sopperire con un progetto alternativo all’emungimento del fiume Cecina. Progetto che ancora non c’è. E Marco Buselli, a questo proposito, chiede chiarezza e l’individuazione di una soluzione certa e chiara per tutti.
La conferenza dei servizi. Oggi alle 10,30 è in programma l’appuntamento con i vari soggetti coinvolti in questa vicenda. L’incontro avverrà nella sede della Regione Toscana al cospetto dei tecnici e degli uomini che fanno capo all’assessorato regionale all’ambiente, guidato da Anna Rita Bramerini. Solvay chiederà di posticipare la scadenza delle prescrizioni, in modo da lavorare sul progetto alternativo allo sfruttamento della risorsa idrica».
Quale progetto? Accantonato il progetto Hydro-s e pure quello della realizzazione dell’invaso di Puretta, Solvay aveva pensato alla realizzazione di sei pozzi, proprio dal Cecina per rispondere alle stesse prescrizioni imposte dalla Regione. Il problema è che non ci sono ancora progetti definitivi legati a quest’ultima soluzione. Ed è per questo che Solvay ha bisogno di tempo per effettuare tutti i passaggi che possano portare a un rimedio di quella che sta diventando una vera e propria telenovela.
Come nel 2004. La storia di Solvay in alta e bassa Valdicecina, almeno quella recente, sembra tornata indietro di dieci anni. Quando, cioè, si è cominciato a parlare di ridurre lo sfruttamento del Cecina da parte della multinazionale. È anche per questo che Buselli, alla vigilia dell’incontro, lancia l’allarme: «Le prescrizioni della Via del 2004 sono state messe in discussione troppe volte. È ancora aperta e recente la ferita che riguarda una modifica, quella che di fatto ha aperto l'accesso alle concessioni per Solvay dopo il blocco del cantiere ai Boschini, sulla scorta di un "protocollo ponte", che non abbiamo firmato e che poi si è mostrato nei fatti fallimentare su tutti i fronti».
Buselli per Pian di Goro. Ora vogliamo garanzie e trasparenza sulla tempistica degli interventi compensativi di Solvay sul territorio. Come l'invaso di Pian di Goro, su cui c'è col Comune di Pomarance. Mi auguro che su questa partita tutte le forze politiche della città, ma anche il territorio, facciano quadrato».
Andreas Quirici
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