Il Tirreno

Pontedera

Torna in discussione la ztl totale

di Giacomo Pelfer

L’ipotesi allo studio del sindaco Toti per rilanciare l’area: fu attivata tra le proteste dei commercianti.

3 MINUTI DI LETTURA





CASTELFRANCO DI SOTTO. Potrebbe essere rimessa in discussione la ztl totale, nel centro storico di Castelfranco, che due anni fa aveva fatto infuriare residenti e commercianti. È solo una delle ipotesi sul tavolo della nuova amministrazione guidata da Gabriele Toti, all’interno di un piano di interventi su più fronti col quale provare ad arrestare il declino del centro. Un declino di cui il commercio rappresenta solo uno degli aspetti ma anche il principale termometro. Ed è un’analisi sconsolata quella della presidente del Centro commerciale naturale Maria Fontanella: «La questione è molto semplice – ci dice -: in centro mancano i castelfranchesi. La gente non ci viene perché non ha attrattive: non c’è più un edicola, né un negozio di scarpe, manca un locale di ritrovo per i giovani». E tra gli stessi esercenti molti sarebbero pronti a mollare: «Parlando con i colleghi – spiega – tutti dicono che appena possono chiudono, io per prima. A questi punti non resta che sperare che la nuova amministrazione faccia qualcosa, in fretta, perché da qui a pochi anni rischiamo di chiudere tutti. Servirebbero più uffici, magari portando in paese anche gli ambulatori medici, e poi convincere le aziende di pelletteria della zona a esporre i loro prodotti nei tanti fondi sfitti». Eppure sono passati solo tre mesi dalla singolare iniziativa del Pop Up, che ha lasciato dietro di sé la voglia e l’interesse di imprenditori pronti a scommettere su Castelfranco, rimasti bloccati fino ad oggi, però, da un contesto che offre poche certezze di successo. «Dobbiamo riportare i castelfranchesi a vivere e ad acquistare in paese», dice il neo assessore al centro storico Giulio Nardinelli, per il quale il trend degli ultimi anni è stato inevitabilmente influenzato anche dalle trasformazioni sociali: «A Castelfranco – dice – diversamente da altri Comuni, l’immigrazione si è concentrata quasi esclusivamente in centro (il 35% degli abitanti rispetto ad una media comunale del 12). Gli stranieri si sono inseriti in un contesto già di difficoltà contribuendo all’abbassamento degli affitti, della competitività degli immobili e degli investimenti. Noi vogliamo evitare che si crei una sorta di enclave, anche per favorire l’integrazione». Da qui le soluzioni: «La prima cosa che ho fatto da assessore – spiega – è stata quella di incontrare il Prefetto sottolineando la necessità di un maggior presidio del territorio. Stiamo adesso valutando una modifica della sosta, per sostituire la ztl con un sistema che garantisca più accessibilità ai residenti e ai commercianti. Vogliamo poi incentivare l’iniziativa privata garantendo facilità di accesso ai permessi in cambio di interventi sul decoro all’interno e all’esterno dei locali. Proveremo ad accrescere i servizi, intavolando una discussione con vari attori come banche, aziende locali e servizi sanitari». Infine Nardinelli annuncia di aver già dato il via alla creazione di “Tavoli associativi”: «Perché è fondamentale l’ascolto di tutti gli attori che hanno interesse allo sviluppo del centro: il Ccn, il Palio, le associazioni di volontariato e tutti gli attori che lo vivono. Sta poi alla politica riuscire a fare sintesi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web