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Pontedera

Area industriale, il Tar dà ragione al Comune

Area industriale, il Tar dà ragione al Comune

C’era stato un ricorso sull’appalto: potranno partire i lavori di riqualificazione per due milioni di euro

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PONTEDERA. Potranno partire i lavori di riqualificazione di una vasta area della zona industriale di Gello. Il Tar ha infatti respinto il ricorso contro il Comune presentato da alcune aziende che avevano partecipato alla gara di appalto e che erano state escluse. A darne notizia è il sindaco, Simone Millozzi.

«Si può partire con i lavori nella zona industriale di Gello per realizzare un'area produttiva ecologicamente attrezzata (Apea). Asfalti, piste ciclabili, alberature, pannelli solari.....aree industriali sostenibili ed ecologiche. Circa 2 milioni di euro di lavori. Voglio poi precisare che gran parte di questi lavori saranno realizzati grazie ad un finanziamento regionale».

Il tribunale amministrativo regionale nei mesi scorsi aveva bloccato l’appalto (accettando la richiesta di sospensiva dei ricorrenti) vinto dall’azienda campana Gogedi e contestato dalla Slesa di Ponsacco e Castaf di Soiana che avevano partecipato come associazione temporanea di impresa. Il Tar aveva dato 30 giorni di tempo alla commissione giudicatrice per specificare meglio i criteri che l’hanno portata alla scelta in favore della ditta campana. I criteri sono stati esaminati dal Tar che dopo l’udienza dell’altro giorno ha respinto il ricorso.

«Per noi era importante non perdere i finanziamenti e realizzare le opere», aggiunge il primo cittadino.

In ogni caso i contenziosi nelle storie dei cantieri pubblici non sono una novità. Nessuno però si aspettava che l’assegnazione decisa anche attraverso l’Unione della Valdera venisse messa in discussione da aziende locali che hanno sempre lavorato sul territorio.

Per predisporre il bando il Comune non aveva seguito il criterio rigido esclusivamente della convenienza. Aveva pensato ad unire risparmio alla qualità. Una scelta che il sindaco aveva difeso anche dopo che era stato presentato il ricorso al Tar. «Questo è il sistema migliore per appalti importanti, però era già chiaro il rischio di possibili ricorsi delle ditte rimaste escluse perché il criterio non è soltanto quello, facile da verificare dello sconto migliore sulla base d’asta» aveva detto lo scorso febbraio Millozzi. E oggi lo ribadisce.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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