Il Tirreno

Pontedera

Housing sociale contro la crisi edile

di Giacomo Pelfer

San Romano: gli acquirenti entrano in una fondazione per comprare casa a prezzi calmierati

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MONTOPOLI VALDARNO. La filosofia è quella di provare a fare squadra, mettendo in comunicazione l’impresa costruttrice con i potenziali acquirenti, chiamati a diventare in prima persona attori attivi dell’investimento, in cambio di un prezzo d’acquisto ben più basso dei canoni di mercato. In pratica, trovare un punto di accordo tra un mercato dell’edilizia ancora stagnante e le crescenti difficoltà di coppie e famiglie nell’acquisto della tanto agognata casa. È la formula del cosiddetto “housing sociale”, con la creazione di fondazioni ad hoc, che si sta sempre più diffondendo anche in Toscana, e che adesso sbarca per la prima volta nel Comune di Montopoli, più precisamente a San Romano, dove nelle scorse settimane si è costituita un’apposita associazione.

Acquisto calmierato. A promuoverla Elpidio Di Guida della “Dea Costruzioni” di Empoli, proprietaria di un ex opificio in attesa di recupero, insieme all’architetto, tecnico e progettista Enrico Baldini, oltre allo studio commerciale Cappelli e ad altri cittadini. Proprietaria di un vecchio edificio che, nei giorni di splendore ha ospitato un calzaturificio, ora dismesso in via Mulinaccio, a pochi passi dalla centralissima stazione ferroviaria di San Romano, la Dea Costruzioni ha già provveduto al recupero parziale dell’immobile, con la realizzazione di 18 alloggi ricavati e venduti in forma tradizionale. Per la restante parte dell’immobile, dove sono in progetto altri 24 appartamenti, si è deciso di procedere con la formula innovativa dell’housing sociale, in modo da offrire gli immobili a prezzi più bassi e accessibili. Il tutto con la collaborazione e il sostegno della stessa amministrazione comunale, chiamata a fare da tramite tra l’associazione e i potenziali acquirenti, e quindi anche da garante per questi ultimi. «In pratica, anziché recarsi in agenzia – spiega l’architetto Enrico Baldini – i cittadini possono rivolgersi al Comune. Se interessati, entrano a far parte della fondazione, divenendo così attori attivi dell’investimento, che sarà poi realizzato dalla Dea Costruzioni ad un prezzo concordato. Il risultato è quindi una condivisione degli interessi che alla fine permette una sorta di acquisto calmierato».

Guadagno ridotto. Sparisce, di fatto, ogni interesse speculativo, che da sempre caratterizza il settore della compravendita degli immobili: il margine di guadagno del costruttore sarà nettamente più basso, ma con il vantaggio (non da poco) della sicurezza della vendita, a differenza di quanto accaduto negli ultimi anni, segnati dalla crisi, in cui moltissimi immobili sono rimasti senza compratore. Dall’altro lato, invece, si dà una risposta all’emergenza casa abbattendo i costi di costruzione e rendendo le abitazioni disponibili a prezzi contenuti per giovani coppie, single e famiglie in difficoltà. «Non solo – aggiunge Baldini – stiamo anche dialogando con un istituto di credito che si è detto disponibile ad offrire mutui agevolati per chi aderirà all’operazione».

Recupero di pregio. Il piano di recupero, già definito e approvato dal Comune, prevede un intervento di qualità (in classe A), con la creazione di monolocali, bilocali e trilocali dotati di sistemi di risparmio e produzione energetica. Il tutto in una posizione centrale all’interno della frazione, che prevede anche l’apertura di un collegamento pedonale con il vicino parco del Bosco dei Frati. «Trattandosi di un recupero edilizio – aggiunge Baldini – gli acquirenti che entrano in fondazione potranno usufruire anche dei finanziamenti per le ristrutturazioni, recuperando fino al 25% del costo dell’alloggio».

Verifica dell’interesse. Per partire, adesso, occorrerà mettere insieme un numero sufficiente di possibili acquirenti: «Adesso vogliamo capire se c’è l’interesse – conclude Baldini – Riteniamo che sia un’ottima opportunità, che permette di offrire immobili di qualità a prezzi contenuti, e insieme di dare un po’ di respiro al mercato. È un’operazione dalle dimensioni contenute, che non ha niente a che fare con i mega consorzi nati negli anni ’90, e che per molti versi torna un po’ al passato, recuperando anche la dimensione di un ambiente di vita solidale e condiviso».

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