Il Tirreno

Pontedera

«Una città solidale partecipata e in crescita»

di Emilio Chiorazzo
«Una città solidale partecipata e in crescita»

Simone Millozzi traccia la sintesi del suo programma. La presidenza va a Lucia Curcio, all’opposizione i due vice: Barabotti e Puccinelli

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PONTEDERA. C’è un’aria diversa nel consiglio comunale. E non solo perché a Palazzo Stefanelli sono entrate tante facce nuove. I consiglieri che sono al debutto, non sembrano affatto impacciati. Anzi. Né lo sono gli altri.

La novità, intanto, è l’ingresso del Movimento Cinque stelle, con due consiglieri. Lo si nota subito. Andrea Paolucci, candidato sindaco per i grillini, chiede di intervenire, al termine di un’ora e una manciata di minuti in cui il sindaco Simone Millozzi ha illustrato, in maniera didascalica il suo programma. Sarà materia del prossimo consiglio. Ma intanto, quella richiesta di Paolucci, fa “saltare gli schemi”, per dirla in termini calcistici: c’è una rapida consultazione tra il segretario e Mattia Belli, consigliere anziano che in quel momento svolge le funzioni tecniche, proprie del presidente, ancora da eleggere.

Viene dato il consenso. A lui e, poi, a ruota, agli altri esponenti della minoranza: Alessandro Puccinelli per la lista civica indipendente; Domenico Pandolfi, per Forza Italia.

Questi ultimi usano il loro tempo per i saluti e augurare al gruppo un proficuo lavoro negli anni a seguire. Paolucci, seppure in maniera sintetica, puntualizza alcune cose del programma esposto da Millozzi. Come dire: “noi ci siamo, saremo vigili, faremo sentire le nostre ragioni”.

La nomina del presidente. È la prima novità. È la giovanissima ed elegantissima Selene Caselli a fare la proposta: «Per noi - dice – quel ruolo spetta a Lucia Curcio». Ex assessore al commercio, non riconfermata, il Pd la propone al posto di Federica Baroni. Curcio raccoglie i consensi anche della lista arancione. E quelli di Puccinelli, per l’opposizione.

Federica Barabotti, di Forza Italia, annuncia l’astensione del suo gruppo, sottolineando che non capisce perché il Pd non ha rinnovato l’incarico a Baroni. C’è materiale per far emergere una spaccatura che, però, rimane latente.

Questo punto dell’ordine del giorno mette, invece, in evidenza, un comportamento curioso del Movimento Cinque stelle. «Non diamo la fiducia in bianco a nessuno», annuncia Paolucci, per dire che voterà contro Curcio. Ma, quando si tratta di proporre e votare i due membri della vicepresidenza, entrambi di minoranza, quel principio, non vale più. Risultato: Lucia Curcio ottiene i voti della maggioranza («grazie per la fiducia che mi è stata accordata», ha detto) e quello di Puccinelli. Hanno votato contro i 2 grillini e astenuti i 2 di Forza Italia. All’unanimità, invece, sono state accolte le candidature di Alessandro Puccinelli e Federica Barabotti, per la vicepresidenza.

Il programma. Un’ora ininterrotta. Per presentare la giunta, le deleghe assegnate e i principi ispiratori del programma. Simone Millozzi ha tracciato il suo cammino per i prossimi 5 anni, come se fossero dei binari su cui filare dritto e spediti. « Questa dovrà essere la città della crescita, della solidarietà e della democrazia, intesa come partecipazione», ha detto. E poi, annunciando alcuni dei progetti che dovranno essere attuati nel segno della continuità, ecco spuntare l’aspetto della tecnologia («avremo la fibra ottica in tutto il villaggio scolastico); il turismo («sono stato al vespa Days a Mantova, dobbiamo puntare su iniziative come queste, che coinvolgono la nostra città e i brand di fama mondiale»). Lo stesso significato, ha, per il sindaco, la realizzazione dell’autodromo («portare in città gente attratta da quello che possiamo offrire», dice). Poi la partecipazione: «Dobbiamo trovare delle modalità innovative per far partecipare la gente a decidere alcuni temi importanti», dice il sindaco. E pensa alle destinazioni da dare a una serie di strutture che sono rimaste vacanti. La solidarietà a cui pensa il sindaco è quella di «una città che non lascia indietro nessuno. Un laboratorio che a livello regionale è stato preso come modello, perchè siamo riusciti a coinvolgere i nuovi cittadini nella vita sociale della città, nelle dinamiche del governo locale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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