Finanza
«Tre test antidroga in meno di un mese. È persecuzione»
I Cobas: «Troppi esami per le sostanze stupefacenti per un carrellista di un magazzino della zona di Pontedera»
PONTEDERA. Una lettera dei Cobas accusa una grossa azienda del settore della grande distribuzione che ha un magazzino nella zona di «abusare del suo potere» in fatto di test antidroga per i dipendenti. Il caso riportato in una lettera che i Comitati di base di Pisa hanno inviato all’azienda, è quello di un lavoratore che guida il carrello elevatore all’interno del magazzino , sottoposto all’esame in questione per ben tre volte in meno di un mese. «In tutte queste occasioni il test ha dato esito negativo», affermano i Cobas in una nota.
Date troppo ravvicinate. Va detto subito, e lo specifica anche la lettera inviata alla direzione regionale dell’azienda, al medico competente di cui l’impresa si avvale e al dipartimento provinciale del lavoro dell’Asl, che per legge «l’azienda è tenuta a fare effettuare dal medico competente periodici test antidroga atti ad accertare l'idoneità alle mansioni specifica». Ma la richiesta fatta al lavoratore di sottoporsi a questi test in maniera così ravvicinata «fa intravedere un atteggiamento vessatorio nei confronti del dipendente, non giustificato in nessun modo dalle necessità imposte dalla sorveglianza sanitaria sul dipendente».
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