Il dolore
Santo Genet nel carcere rarefatto
Lo studio di Armando Punzo sarà il pezzo forte di Volterra Teatro
VOLTERRA. Torna a luglio la kermesse Volterra Teatro. Arrivata alla ventottesima edizione, la rassegna avrà come pezzo forte l'anteprima dello spettacolo della compagnia Fortezza diretta da Armando Punzo. Si va in scena dal 21 al 25 luglio.
Dopo il primo studio presentato l'anno scorso, la compagnia continua l'attraversamento dell'opera di Santo Genet, l'autore francese che con le sue parole ha saputo più di chiunque altro strappare la bellezza al dolore, «creare buchi nella realtà», trasfigurarla, immaginare collane di fiori lì dove c'erano catene, bellezza dove c'era orrore.
Il lavoro di Punzo procederà in direzione di una messinscena frontale, per trasporre, nello spazio fisico del teatro all'italiana, quella stessa atmosfera di rarefazione, per farne una sorta di santuario in cui celebrare il funerale del reale e il rito della nascita del possibile.
Procedendo sul solco che vede sempre più l'istituto di pena come istituto di cultura, anche per questa edizione, nei giorni di replica dello spettacolo della compagnia della Fortezza il carcere si trasformerà in palco privilegiato del festival per ospitare i lavori, rigorosamente pensati nella logica del site specific, degli altri artisti, poeti, musicisti, artisti visivi e delle altre prestigiose compagnie di teatro chiamate a nutrire e impreziosire la riflessione sul tema al centro di questa edizione: "la Ferita".
«Il lavoro nello scorso anno è partito da una domanda che ci siamo posti: nella stanza-carcere in cui lavoriamo ogni giorno da 26 anni accade quello che accade fuori? Oppure accade qualcosa di diverso? - si chiede Punzo - Genet ci dà la possibilità di affrontare questo tema, di raccontare del carcere come teatro, come luogo in cui si vive un tempo fuori dal tempo ordinario, in cui avvengono cose che nella vita reale e ordinaria non possono accadere».
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