Proteste
Con 30 mezzi a Mantova per il “World Days”
PONTEDERA. Dicono che, fortunatamente, i complicati riti scaramantici della delegazione del Belgio, tra le più numerose e squisitamente abbigliata con pittoresche vesti tradizionali, hanno funzionato....
PONTEDERA. Dicono che, fortunatamente, i complicati riti scaramantici della delegazione del Belgio, tra le più numerose e squisitamente abbigliata con pittoresche vesti tradizionali, hanno funzionato. Contrariamente a quanto le previsioni meteo andavano annunciando da tempo con funerea insistenza, in tutta la giornata di ieri su Mantova c’è stato un sole agostano.
Per la gioia degli oltre diecimila vespisti arrivati, con almeno 8mila scooter, da ogni angolo del globo. Compagini giunte qui da lontanissime terre per l'edizione 2014 del “Vespa World Days”, il raduno mondiale dei Vespa Club: da Mosca, da San Pietroburgo, dal Vietnam, dal Brasile, da ogni angolo d'Europa. Una scintillante, scoppiettante parata di scooter colorata come un carnevale, allegra come un finale di fuochi d'artificio. Quando il corteo dei partecipanti, sfilando lungo le strade della città, sfreccia davanti a Palazzo Ducale, a seguire con lo sguardo, a salutare con la mano, a fare foto, ci sono anche il sindaco di Pontedera Simone Millozzi, il presidente della Fondazione Piaggio Riccardo Costagliola e il presidente del Vespa Club Pontedera (arrivato fin qui con 30 mezzi, quasi tutti d'epoca, e più di 40 soci) Luigi Moggia.
Tre spettatori d'eccezione che si trovano a Mantova, ma pensano a Pontedera. Moggia sintetizza il concetto: «Siamo qui per “prendere le misure”». In effetti, il nuovo, auspicabile rinascimento vespistico pontederese sta iniziando qui, in queste ore, a due passi dal Po, in quest'afa carica di odore di miscela bruciata e grida di giubilo, mentre equipaggi in sella a Vespa di ogni tipo e rocambolescamente abbigliati (non mancano i pirati, i marines, i vichinghi...).
«Dobbiamo riuscire a portare un evento di questo livello a Pontedera. Che, patria della Vespa e città della Piaggio, lo merita». L'ingegner Costagliola squaderna i dettagli organizzativi, i numeri, le necessità logistiche, Millozzi e Moggia avanzano idee, proposte. Il modus operandi è chiaro: procedere progressivamente, iniziare da appuntamenti dalle pretese più modeste, e poi crescere, crescere, fino ad osare il massimo.
Degli appuntamenti in programma ci sono già: a ottobre, una delle tappe europee del campionato “Vespa Rally” farà tappa a Pontedera. Su altri si azzardano ipotesi che già paiono piuttosto concrete. «Ad aprile 2016 c'è il settantesimo compleanno della Vespa da festeggiare. Quella potrebbe essere l'occasione giusta per realizzare a Pontedera qualcosa di davvero importante».
Il sindaco approva: «Abbiamo il tempo sufficiente per prepararci a dovere. Potremmo pensare a escursioni nelle vicine città d'arte, tenendo fermo il fulcro della festa all'interno del Dente Piaggio. Il Museo, lo stabilimento: la passione di tutte queste persone esploderebbe. Per il territorio sarebbe una ventata di vitalità. Abbiamo tutto ciò che serve: le strutture, l'entusiasmo, una grande storia di lavoro e di creatività da mostrare».
Stamani, il Club pontederese è sulla strada di casa: dita incrociate per il maltempo, le previsioni vedevano nero. Tutti sperano che l'effetto dei riti scaramantici dei vespisti belgi durino almeno fino a stanotte.
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