Sicurezza
Vivaldi: «È inaccettabile l’assessorato a Cristina Scali»
MONTOPOLI VALDARNO. Alessandra Vivaldi va al cuore del problema, focalizzando l’attenzione sul vero “casus belli” della vicenda che sta lacerando il Pd di Montopoli, vale a dire il nome di Cristina...
MONTOPOLI VALDARNO. Alessandra Vivaldi va al cuore del problema, focalizzando l’attenzione sul vero “casus belli” della vicenda che sta lacerando il Pd di Montopoli, vale a dire il nome di Cristina Scali come nuovo assessore della giunta Capecchi. Nome che il partito aveva già bocciato in fase di costituzione delle liste ponendo una “incompatibilità”, in quanto moglie di uno dei soci di un’importante impresa edile, impegnata in tante opere pubbliche per conto di varie amministrazioni di zona. Il suo ingresso in giunta è definito «un atto di forza» dall’ex sindaco.
«Ritengo la scelta della giunta da parte del sindaco Capecchi – scrive Vivaldi - inaccettabile come metodo e sbagliata nel merito, perché in contrasto con il codice etico del partito, che impegna i democratici e le democratiche a “rinunciare o astenersi dall’assumere incarichi o decisioni che abbiano una diretta incidenza, specifica e preferenziale, sul patrimonio personale, del proprio nucleo familiare o dei conviventi, ovvero dei parenti o affini”, in modo da evitare situazioni configurabili in potenziali conflitti di interessi. Tale situazione è riconducibile ad un unico nome, sul quale era già stata esaurita una profonda discussione in fase di costruzione della lista per il consiglio comunale, che aveva portato, nel direttivo, a una lista approvata all’unanimità, anche dal candidato sindaco (senza quel nome)».
E prosegue: «La nomina della giunta è prerogativa del sindaco, ma gli organismi di partito hanno un senso se sono coinvolti non solo per l’affissione dei manifesti elettorali o per indicare i rappresentanti di lista. La riproposta di chi esce dalla finestra, per le motivazioni di opportunità suddette, per rientrare dalla porta principale non può che essere letta come un atto di forza del sindaco, visto anche il metodo usato nella comunicazione, ed una conseguente delegittimazione del partito. Da qui le dimissioni mie, del segretario e di altri membri presenti all’assemblea del direttivo alla presenza del segretario Francesco Nocchi e di Simone Giglioli».
No comment sulla vicenda, invece, dello stesso segretario Nocchi.
Giacomo Pelfer
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