Sicurezza
Si schianta contro un Tir in sosta
Incidente in autostrada: la vittima è Mauro Del Corso, 55 anni, presidente degli “Amici dei musei”
PISA. Tragico incidente sull’autostrada A12 Genova-Rosignano. A perdere la vita è Mauro Del Corso, 55 anni, residente a Vecchiano e molto conosciuto in città per essere il presidente dell’associazione “Amici dei Musei e dei Monumenti Pisani”.Poco prima della mezzanotte di giovedì, la Mercedes classe E che viaggiava in direzione di Viareggio, all’altezza di Torre del Lago ha sbandato, perdendo aderenza con l’asfalto. Lì è iniziata la carambola mortale: la vettura tedesca ha urtato la cuspide che separa la corsia di transito da quella per l’ingresso nell’area di sosta, poi si è infilata nella piazzola utilizzata dai camionisti come parcheggio. Come un missile senza controllo ha prima urtato la parte anteriore di un tir, perdendo parte del paraurti, poi ha concluso la sua tragica corsa incastrandosi sotto un secondo camion. L’impatto è stato violentissimo. L’auto è andata totalmente distrutta e per Del Corso non c’è stato nulla da fare: è deceduto all’istante. L’autista del camion centrato dall’auto, stava seguendo la gara iniziale dei Mondiali di calcio, fra Brasile e Croazia. Dopo l’impatto è uscito dall’abitacolo per sincerarsi delle condizioni dell’automobilista. «Ho provato a chiamarlo – racconta – Purtroppo non c’era nulla da fare, così ho allertato i soccorsi».
Per estrarre dalle lamiere dell’auto accartocciata il corpo di Del Corso è stato necessario far intervenire una gru. Su cosa sia successo negli attimi che hanno preceduto la carambola fatale, si possono solo fare delle ipotesi. La più probabile è che Del Corso abbia accusato un malore e abbia cercato di entrare nella piazzola per fermarsi. Non è da escludere neppure l’ipotesi del colpo di sonno. L’unica cosa certa è che l’auto è arrivata nella piazzola a tutta velocità, prima di terminare la propria corsa sotto il camion. L’autista del camion ha sentito una botta tremenda nella parte posteriore del mezzo. «Ero in cabina e seguivo la partita del debutto dei Mondiali di calcio – dice – . Sono stato attratto da un rumore, che immagino fosse l’urto sulla cuspide, così ho dato un’occhiata allo specchietto retrovisore e ho visto arrivare l’auto a tutto gas: prima ha sbattuto nella parte anteriore di un camion parcheggiato poco distante, poi si è piantata proprio sotto il mio. È stato uno schianto tremendo. Basti pensare che il mio tir era pieno di lastre di acciaio caricate a Piombino, ma l’impatto con l’auto l’ha fatto sobbalzare. Quando sono sceso, mi sono reso subito conto della gravità della situazione. Sono romano e per lavoro giro tutta l’Italia, ma in tanti anni su e giù per le strade, non mi era mai capitato di vedere un incidente del genere. Morire in questo modo, e per di più in un parcheggio, sembra quasi impossibile. Invece la sorte ha voluto giocare un brutto scherzo a quel pover’uomo».
Roy Lepore
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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