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San Miniato, il Dramma parla dei migranti

San Miniato, il Dramma parla dei migranti

SAN MINIATO. La tragedia dei migranti arriva sulla scena del Dramma Popolare di San Miniato. La triste realtà dei barconi della speranza diventa la rappresentazione del mondo degli ultimi, della...

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SAN MINIATO. La tragedia dei migranti arriva sulla scena del Dramma Popolare di San Miniato. La triste realtà dei barconi della speranza diventa la rappresentazione del mondo degli ultimi, della periferia del mondo, come espressione della complessità del presente e come invito a ripensare i drammi del nostro tempo.

Sarà questo il tema della rappresentazione che chiuderà l’edizione 2014 della Festa del Teatro di San Miniato, a cura della Fondazione Dramma Popolare. In scena, dal 17 al 23 luglio, lo spettacolo “Finis Terrae”, che il Dramma Popolare ha richiesto per la prima volta su commissione, in coproduzione con il Teatro Rossetti di Trieste.

Il tutto con la regia di Antonio Calenda, uno dei più importanti ed apprezzati registi della scena teatrale italiana, affiancato da Gianni Clementi nel ruolo di autore. Un evento in prima assoluta, che chiuderà la 68esima edizione della Festa del Teatro, in programma a partire da 1 luglio con 5 spettacoli collaterali ospitati come sempre presso l’ex chiesa di San Martino e in piazza Duomo.

«Per queste rappresentazioni – spiega il direttore artistico del Dramma Popolare Don Piero Ciardella – proporremo generi e linguaggi espressivi diversi tra loro. Come lo scorso, tre di questi spettacoli vedranno al centro delle figure femminili».

Si parte martedì 1 luglio, infatti, con una rappresentazione dedicata alle figure di Santa Caterina da Siena e Beatrice di Pian degli Ontani (la poetessa pastora), dal titolo “Piantate in terra come un faggio e una croce”. Si prosegue il 3 luglio con “In Canto e in Veglia”, rappresentazione dei riti e delle emozioni spesso contrastanti delle veglie funebri. Il 7 luglio, invece, sarà di scena in piazza Duomo “Il mio Gesù”, di Beppe Dati: un Vangelo raccontato attraverso il canto da un autore che si definisce ateo. Altro personaggio femminile quello di Giovanna d’Arco, che caratterizzerà la serata dell’11 luglio dal titolo “Giovanna al rogo”. Poi, il 14 luglio lo spettacolo “Semillas”, dedicato al personaggio poco conosciuto di Marianella Garcia Villas, paladina dei diritti civili assassinata nel 1983 dal regime salvadoregno. Infine, come detto, il grande appuntamento con “Finis Terrae”, dal 17 al 23 luglio, «il cui tema – dice Ciardella – dedicato agli ultimi, all’estrema periferia del mondo, intesa anche come confine di incontro e scontro, è stato ispirato soprattutto dal magistero di Papa Francesco». Da parte del regista Calenda, il ringraziamento «per l’opportunità di aver lavorato con una struttura gloriosa – dice - come quella del Dramma di San Miniato che sta per celebrare i suoi 70 anni». «La scelta di quest’anno – aggiunge il presidente della fondazione Marzio Gabbanini – è stata quella di legare sempre di più il Dramma alle forti complessità del presente. Il tema della povertà che caratterizzerà l’evento finale è pensato per dare voce agli ultimi di tutto il pianeta, e sono sicuro che sarà capace di coinvolgere il pubblico per la sua grande attualità. Per realizzarlo abbiamo cercato la collaborazione del teatro Rossetti di Trieste e del regista Antonio Calenda. Sono orgoglioso di aver stabilito con loro una collaborazione che credo potrà servire per lanciare il Dramma di San Miniato verso contesti culturali di respiro nazionale».

Giacomo Pelfer

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