Il Tirreno

Pontedera

Ora i cittadini bocciano il reparto di maternità

di Rino Bucci
Ora i cittadini bocciano il reparto di maternità

Dalla relazione del Sant’Anna emergono criticità nella gestione del dolore Bene il bilancio, la chirurgia di elezione, i tassi di assenza e l’appropriatezza

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PONTEDERA. Più della metà delle freccette si ferma vicino al centro, sui cerchi verdi. Non stiamo parlando di una partita al bar ma del collaudato sistema di bersagli con cui il Mes, il laboratorio Management e Sanità del Sant'Anna, valuta le performance e il gradimento delle Asl toscane. La stima viene calcolata in base ad oltre 170 fattori. L'ultima relazione è stata presentata dall'assessore regionale Luigi Marroni e dalla responsabile del progetto, Sabina Nuti, martedì scorso.

I risultati ottenuti dall'azienda sanitaria pisana - che comprende gli ospedali di Pontedera e Volterra - sono incoraggianti per molti servi anche se il materno infantile viene bocciato dall’utenza.

Appropriatezza. Praticamente perfetti i dati che riguardano l'appropriatezza (secondi solo a Lucca). Significa che le prestazioni mediche vengono erogate al momento giusto e secondo standard clinicamente riconosciuti. In questa area rientrano i ricoveri in day hospital con finalità diagnostiche sia per gli adulti che per i bambini.

Pronto soccorso. Il dossier premia l'efficienza, sopra la media regionale, dei punti di emergenza attivati nell'Asl 5. È alta la fiducia nei medici e nel personale infermieristico (siamo oltre l'85 per cento), come sono incoraggianti i dati che riguardano l'umanizzazione del personale (83,35 per cento). Bollino verde pure per i tempi di attesa (56,60 per cento) che determinano un basso tasso di abbandoni prima della visita.

Le informazioni rilasciate dal personale alle dimissioni vengono giudicate buone (90,56 per cento). Nota di colore: la sala d'aspetto è confortevole (64,19 per cento del gradimento) ma i bagni non sono troppo puliti.

Chirurgia. Le performances della chirurgia elettiva, le operazioni programmate per intendersi, sono sopra la media toscana. Secondo il Sant'Anna, negli ospedali dell'Asl 5 c'è una buona variabilità di interventi e i tempi di degenza e ospedalizzazione rientrano negli standard richiesti. Soprattutto per quanto riguarda l'attività protesica e le fratture al femore.

Assenze. Tra malattia, infortuni e permessi retribuiti (riferiti al 2013) il personale dell'azienda sanitaria è tra i più virtuosi dell'intera regione (siamo sotto la media registrata nel Granducato). Insomma, ci si assenta col contagocce.

I dipendenti risultano anche particolarmente attenti a non incappare negli infortuni mentre sono al lavoro: siamo a 3,89 incidenti ogni 1.000 ore di servizio.

Bilancio. I conti sono in ordine; bene il bilancio e la gestione patrimoniale da parte dello staff dirigenziale. C'è, però, da far attenzione alla spesa farmaceutica. Si tratta di una voce su cui l'assessorato alla sanità della Regione sta cercando da anni di predisporre una massiccia campagna di contenimento. L'Asl 5 si attesta al quartultimo posto rispetto alle altre aziende sanitarie. Il Mes ha stimato una spesa farmaceutica pro-capite di 197,72 euro.

Maternità. Veniamo alle dolenti note. In questo caso, la freccetta colpisce proprio il cerchio più largo, quello rosso. E i risultati sono tra i peggiori della Toscana.

Per quanto riguarda il materno infantile, i cittadini sono contenti solo della presentazione del percorso assistenziale. Il resto, è una Caporetto: non c'è soddisfazione per come viene coordinato il percorso complessivo, per i tempi di attesa e soprattutto per la gestione del dolore sia durante il travaglio, che il parto. L'utenza lamenta anche uno scarso lavoro di squadra da parte dell'equipe medica.

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