Sicurezza
In Comune le biciclette possono entrare, ma solo spinte a mano
Prima una circolare, poi un’ordinanza per mettere fine a una cattiva abitudine. L’assessore Marco Papiani: «Decisione giusta, tutela la sicurezza»
PONTEDERA. Quando viene contattata per un commento l’assessore alle pari opportunità e alle politiche giovanili del Comune di Pontedera Liviana Canovai non riesce a nascondere lo stupore di fronte alla notizia: «Veramente qualcuno entra nell’atrio del palazzo comunale in sella alla bicicletta? Non ci credo».
E invece succede davvero. A confermarlo c’è la decisione del sindaco Simone Millozzi, che nei prossimi giorni varerà un provvedimento contro i dipendenti comunali affetti dalla sindrome del ciclista. Perché se recarsi a lavoro scegliendo un mezzo non inquinante è un gesto nobile, un po’ meno bello è veder entrare all’interno di palazzo Stefanelli delle vere e proprie schegge delle due ruote.
«Scelgo sempre di posteggiare la mia bici fuori dall’ingresso – prosegue Canovai – ma so che c’è anche un parcheggio interno nel cortile dell’edificio. Non lo uso, ma se lo facessi di certo non attraverserei l’atrio pedalando». Nei prossimi giorni quindi scatterà il divieto di varcare la soglia comunale senza scendere dal proprio mezzo. «Bisognerà oltrepassare il portone accompagnando la bici a piedi. Come prevede la buona educazione. Pare che ci sia una vecchia disposizione comunale da poter riprendere e attualizzare, ma ancora ci stiamo lavorando». Il comandante della Polizia Municipale di Pontedera Michele Stefanelli spiega le modalità di accesso agli uffici del Comune. «È necessario sensibilizzare i lavoratori – continua Stefanelli- in modo da fargli capire quanto sia importante mantenere un certo atteggiamento. Non si può arrivare in bicicletta e timbrare il cartellino senza nemmeno mettere piede per terra».
Lo sa bene Marco Papiani, delegato al bilancio e passionista del mezzo di trasporto che fece le fortune di Fausto Coppi.
«L’ordinanza è giusta, perché mette al primo posto la sicurezza di cose e persone. Preferirei però parlare di educazione, perché di questo si tratta. Non si dovrebbe ricorrere a una comunicazione ufficiale, basterebbe un po’ di civiltà». Ma davvero in passato qualcuno ha scambiato l’atrio comunale in un percorso di tappa? «A questo punto credo di si – dice Papiani- anche se non ho mai assistito a episodi eclatanti. Purtroppo il palazzo del Comune ha una disposizione dei locali tipica delle costruzioni del passato. C’è il cortile centrale adibito per il posteggio delle bici, raggiungibile solo attraversando l’ingresso principale. L’importante è farlo con la bici in mano e non sfrecciando tra la gente». Chiude Liviana Canovai con un invito a colleghi e compagni di lavoro: «Nelle case degli altri si entra a piedi. È un peccato dover ricorrere ad un provvedimento ad hoc per questo tipo di questioni. A volte basterebbe ragionare da persone civili». L’assessore quindi invita a usare la testa. Il sindaco invece ordinerà di non utilizzare più i pedali. Almeno all’interno del Comune.
Tommaso Silvi
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