Gioco
«Più sostegni e risorse per legare Vespa e turismo»
Il sindaco Millozzi vuol far passare i crocieristi da Pontedera e sogna un infopoint all’aeroporto di Pisa. «L’autodromo? Andiamo avanti nonostante il Mugello»
PONTEDERA. Per entrare subito nel tema si può tranquillamente dire che il sindaco Simone Millozzi, a pochi giorni dalla sua rielezione, vuole accelerare.
Intende farlo soprattutto su due fronti: da un lato la realizzazione dell’autodromo, previsto nell’area della Tenuta Isabella, dall’altro lo sviluppo di una serie di progetti che renderanno lo slogan “Pontedera città dei motori” non più una sola frase riportata su un cartello all’uscita dalla superstrada.
Sindaco, nei giorni scorsi, in un’intervista a Il Tirreno l’amministratore delegato della “Mugello Circuit Spa” Paolo Poli ebbe a dichiarare che ad un ipotetico amico imprenditore sconsiglierebbe vivamente di investire nel nuovo autodromo di Pontedera («Mi dispiacerebbe vederlo buttar via i soldi, non ci sono spazi per un secondo autodromo in Toscana»). La preoccupano certe dichiarazioni?
«Sono abituato a pensare che se hai davanti un imprenditore che decide di mettersi in gioco, con la propria faccia e coi propri soldi, per lo sviluppo del territorio, un sindaco ha l’obbligo di crederci. Non penso che l’obiettivo sia quello di gettare alle ortiche un patrimonio. Dietro alle affermazioni del direttore del Mugello leggo invece il timore della concorrenza, del fatto che due circuiti vicini non possano resistere e convivere. Forse possiamo dare noia, d’altronde in questi ultimi anni il Mugello è abituato a farla da padrone. Qui a Pontedera, una volta che l’operazione è stata definita nei dettagli e ha assunto contorni chiari e trasparenti, occorre mettere gli imprenditori nella posizione di farli lavorare».
A questo proposito, è ormai passato molto tempo da quando l’autodromo ha fatto capolino. C’è sempre la volontà di andare avanti da parte del soggetto privato?
«Certo che sì. Stiamo aspettando la prossima Conferenza dei Servizi in Provincia. Mi auguro che la richiesta d’integrazione di alcuni documenti precedentemente sollecitata venga positivamente accolta, così potremo partire con l’iter. Resta comunque il fatto che si è perso troppo tempo. Negli ultimi sei anni, contraddistinti da discussioni e difficoltà per la politica, è cambiato il mondo. Anche se continuo a ritenere il progetto dell’autodromo una straordinaria opportunità di sviluppo per il territorio».
Pontedera, già culla della Vespa e della Piaggio, è quindi destinata ad appropriarsi concretamente dell’appellativo di “città dei motori”?
«Il sogno è proprio questo. Ma il Comune da solo non ce la può fare. La partnership con Piaggio e Fondazione Piaggio deve essere ulteriormente rafforzata. Ad oggi, nella Fondazione il Comune mette 50mila euro all’anno, così come la Regione, mentre Piaggio ce ne mette 100mila. Sono pochi, ci vorrebbe qualcosa di diverso. In questi giorni, ad esempio, stiamo lavorando per stabilire un contatto sistematico e organizzato con i crocieristi che sbarcano a Livorno. Penso, ad esempio, che sarebbero ben felici se qualcuno proponesse loro una breve gita nelle vicinanze per visitare il Museo Piaggio e magari un’ora di shopping lungo corso Matteotti a Pontedera».
Alla luce di tutto ciò che rappresenta nel mondo il brand della Vespa, Pontedera ha sempre sfruttato e sfrutta pochissimo le enormi potenzialità a disposizione. Come muoversi per programmare un salto di qualità?
«Occorre principalmente che il Comune venga sostenuto di più, perché, lo ripeto, con i nostri “poveri” mezzi e le nostre magre risorse da soli non facciamo molta strada. Talvolta, anche la troppa burocrazia rappresenta un ostacolo insormontabile per quello che potrebbe essere un piccolo passo in avanti. Faccio un esempio: sono anni che chiedo lungo la superstrada Fi-Pi-Li, dove transitano all’anno oltre quattro milioni di veicoli, l’installazione di un cartello turistico (di sei metri per tre) con l’indicazione del Museo Piaggio, ma non me lo fanno mettere. Mi aspetto inoltre di registrare una maggior dose di interesse e volontà circa la possibilità di organizzare un punto di promozione turistica all’aeroporto di Pisa e quella di candidare Pontedera ad ospitare prossimamente il “Vespa World Days”, che ha un giro complessivo di oltre tremila persone. Quale altra città, se non la nostra, ha tutte le carte in regola per ospitare un evento di questo tipo? Ma occorre sicuramente più collaborazione dal territorio e dalla città».
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