Il dolore
La Provincia chiude un’era
L’ultima seduta del consiglio tra sorrisi e qualche lacrima di commozione per il ricordo di Conti
PISA. Finisce tra lacrime e sorrisi l’era della Provincia per come la conosciamo. Da domani sarà un altro ente, altri metodi di elezione e altre competenze, insomma un’altra cosa. Basta aggirarsi nei dintorni della sala del consiglio provinciale, nel giorno dell’ultima seduta da eletti e non da nominati, per capire che anche i diretti interessati ne sono coscienti: non è un cambio di legislatura come un altro, non si fanno analisi politiche, si lascia e basta. Complice il caldo, l’aria dei primi minuti è proprio quella da ultimo giorno di scuola, ma non uno a caso, l’ultimo delle superiori, quello in cui saluti tutti perché vai a sapere dove e come li rivedrai.
Arrivano alla spicciolata i consiglieri e, se hanno resistito, crollano anche le ultime difese ideologiche: saluti, pacche sulle spalle e, ovviamente per stare al passo con i tempi, molti selfie. Un brillante Silvano Granchi ricorda anche una scommessa fatta con i colleghi del Pd: ultimo giorno, per le foto di rito, in cravattino. Chi non si presenta paga cena a base di chianina: pochi minuti e cominciano a circolare finti papillon di carta. Quando la sala si riempie prende la parola è la presidente del consiglio Consuelo Arrighi. La compostezza istituzionale dura il tempo dell’appello, poi l’emozione prende il sopravvento accolta dall’applauso della platea. Nel suo discorso Arrighi ricorda Antonino Maccarrone, il primo dei nove presidenti della Provincia dal 27 giugno del 1951, giorno dell’insediamento, e snocciola qualche numero: 4 i presidenti del consiglio provinciale (la carica esiste dal 1993), equamente divisi per genere. Molti i ringraziamenti: «Al mio vicepresidente Giuseppe Gonnella, al mio partito, alla giunta, a tutto il personale che ha lavorato con impegno e passione». Ma il momento di commozione vera arriva nel ricordo di chi non c’è più: Ermanno Conti, il consigliere del Pd scomparso nel 2010.
La parola passa poi al presidente Andrea Pieroni che ha fatto una carrellata degli investimenti e dei risultati che la Provincia ha raggiunto durante i suoi mandati. Ancora la presidente Arrighi ha voluto, prima dell’inizio della cerimonia, chiarire alcuni passaggi: «Innegabilmente oggi finisce un pezzo di storia, delle istituzioni prima che mia come presidente del consiglio. Quello che tengo a precisare è il ruolo che la Provincia ha svolto in questi anni. Ne sanno qualcosa i piccoli e piccolissimi comuni della provincia, la maggior parte dei 37 totali. È per loro che è più significativa l’opera di programmazione degli investimenti che abbiamo svolto negli anni. Adesso questa responsabilità andrà ai Comuni più grandi che avranno maggiore peso nel prossimo consiglio».
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