Il Tirreno

Pontedera

Il nuovo sindaco è già sotto processo

di Giacomo Pelfer
Il nuovo sindaco è già sotto processo

Montopoli Valdarno: dimissioni in massa dal direttivo del Partito Democratico dopo le scelte di Capecchi per la giunta

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MONTOPOLI VALDARNO. È un vero e proprio terremoto quello che sta investendo il Pd di Montopoli. Una guerra fra correnti interne che andava avanti da mesi, sotto traccia, e che adesso esplode alla luce del sole dopo la costituzione della giunta voluta dal nuovo sindaco Giovanni Capecchi. La classica goccia che avrebbe fatto traboccare un vaso colmo da tempo. È notizia di ieri, infatti, l’annuncio delle dimissioni in blocco da parte della maggioranza dei membri del direttivo Pd. Tra loro anche l’ex sindaco Alessandra Vivaldi e addirittura lo stesso segretario comunale Dario Bellofatto. Una sorta di “ammutinamento” generale come segno di protesta contro il nuovo sindaco, ad appena due settimane dalle elezioni. Sotto accusa, in particolare, le modalità di costituzione della giunta, che Capecchi avrebbe scelto nel più assoluto riserbo, mettendo il partito, in un certo senso, di fronte al fatto compiuto, e annunciando nomi e deleghe nel pomeriggio di lunedì, dopo averle già divulgate pochi minuti prima ai mezzi di informazione. Una scelta che non è proprio andata giù alla maggioranza del direttivo, non tanto per una volontà di controllo su scelte che comunque sono a completa discrezione del sindaco, quanto per un fatto di rispetto e di onestà. Ma i mal di pancia del Pd montopolese sarebbero legati anche ai nomi inseriti all’interno della giunta. Un nome su tutti: quello di Cristina Scali, già membro del comitato elettorale di Capecchi fin dalle primarie, scelta come assessore alla scuola, cultura, sport e promozione del territorio. Al momento della costituzione della lista, il direttivo aveva posto un divieto alla candidatura di Scali, non per una bocciatura nei confronti della persona ma per un fatto di “inopportunità”, in quanto moglie di uno dei soci di un’importante impresa edile del comprensorio, vincitrice o assegnataria, negli ultimi anni, di importanti lavori presso amministrazioni pubbliche di zona. Il suo nome, non a caso, non compariva nell’elenco dei 16 candidati Pd, proprio per non dare adito a sospetti di clientelismo. Il suo ingresso in giunta, un po’ a sorpresa, come assessore esterno, avrebbe spiazzato il partito mandando su tutte le furie buona parte del direttivo. Questo l’epilogo di un malessere che comunque si respirava da tempo nel Pd di Montopoli, soprattutto da parte dell’ala “più a sinistra” dei democratici montopolesi. A non piacere, in particolare, è il legame che Capecchi avrebbe stretto, fin dalle primarie, con la corrente di ispirazione centrista e cattolica riconducibile al deputato Federico Gelli. E in tanti, non a caso, hanno giudicato la stessa giunta come eccessivamente “sbilanciata” verso quella parte politica che da subito aveva sostenuto Capecchi verso lo scranno più alto del Comune. Uno scontro fra correnti, quindi, che adesso sembra arrivato alla resa dei conti.

Lo strappo si sarebbe consumato nel direttivo di martedì, alla presenza del segretario provinciale Francesco Nocchi e di Simone Giglioli (responsabile enti locali del Pd di Pisa). Da qui le dimissioni in blocco, annunciate dalla stessa Alessandra Vivaldi, via Facebook, con un post lanciato poco prima dell’una di notte. A seguirla ci sono anche l’ex assessore Sara Matteoli, l’ex segretario Sandro Vanni e altri esponenti come Giorgio Parlanti, Romeo Ciacchini, Romeo Pertici, Letizia Fogli e Marco Doni. A quanto sembra, i dimissionari potrebbero essere in tutto una ventina, su un totale di 32 membri del direttivo. Tra loro, come detto, anche il segretario Dario Bellofatto, che per il momento non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Si tratta di capire se queste dimissioni, in gran parte per ora solo annunciate, diventeranno effettive: qualora superassero la maggioranza del direttivo, si dovrà procedere con la convocazione di un congresso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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