Il Tirreno

Pontedera

I primi giorni di Francesca in Comune

di Rino Bucci
I primi giorni di Francesca in Comune

In viaggio da casa all’ufficio con il sindaco più giovane eletto in Toscana. Una passeggiata tra sogni e progetti futuri

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PONSACCO. Esce di casa presto, poco prima delle nove. Insieme a lei c'è Lilli una meticcia di dieci anni che sarebbe invecchiata in canile se non avesse deciso di adottarla. «Mi raccomando scrivetelo - dice Francesca - perché ci tengo, ormai è parte della famiglia. I vecchi proprietari, dopo lo sfratto non potevano tenerla, l'abbiamo adottata».

Giusto due minuti insieme perché di lì a poco le loro strade si divideranno per ritrovarsi a sera: Francesca deve prendere la via del Comune.

Il sindaco più giovane. Dalla casa in via Curtatone e Montanara in cui vive ancora con i genitori al suo ufficio non passano neanche cinque minuti a piedi.

Francesca Brogi, il sindaco più giovane eletto in Toscana con i suoi 26 anni, questo percorso dovrà affrontarlo tutti i santi giorni nei prossimi cinque anni. Per il debutto a palazzo civico, la sindaca-studentessa sceglie un look sobrio, casual: t-shirt a mezze maniche, pantaloni scuri e ballerine. Sotto braccio stringe l'agenda con gli appuntamenti. Ostenta sicurezza e, anche se fosse emozionata, cerca di non darlo a vedere.

Verso il Comune. Di solito, entra a palazzo civico dalla porta sul retro ma il mercoledì a Ponsacco è giorno di mercato allora prende la via principale, tanto per tastare il polso della città. Qualche cittadino seduto sotto la veranda di un bar in piazza la riconosce, ci scherza: «Questo sindaco si vede poco in giro, eh». Lei morde la foglia, replica con un sorriso e politico savoir-faire: «Sono sempre in ufficio, non mi vedete perché passo dal retro, faccio prima. Per voi, però, prometto di cambiare percorso».

Il cambiamento. Di lì alla sua stanza al primo piano del Comune il passo è breve. Francesca apre la finestra, ripone l'agenda e si siede dietro alla grande scrivania in vetro. In un angolo ci sono degli snack: «Entro al lavoro verso le nove e vado dritta fino alle 14.30 - racconta - mi serve qualcosa per fermare la fame».

Del resto, la vita ti può cambiare anche con una tornata elettorale e da un giorno all'altro può capitare pure che dal tavolo su cui stavi scrivendo la tua tesi in storia contemporanea vieni catapultata in quello più importante del Comune.

«L'emozione è stata forte - confida - e quando è arrivato il risultato mi è scesa la lacrimuccia. Essere il primo sindaco donna di Ponsacco è un grande onore».

La carriera. Ora, gli studi dovranno attendere un attimo: «Ho sempre tenuto molto alla mia formazione (ha una laurea triennale in storia contemporanea con lode, ndr) - rivela - ma a questo punto il Comune diventa la mia priorità. Non sarà facile riuscire a conciliare tutti gli impegni».

E babbo e mamma come lo vivono un sindaco in casa? «Loro sono insegnanti, mi hanno sempre guidata nel mio percorso, come il mio fidanzato. Di sicuro, sono orgogliosi anche se preoccupati. Sono consapevoli che stiamo vivendo una fase in cui gli amministratori hanno più òneri che onori».

Ma ci sono anche le soddisfazioni: il riconoscimento più bello è arrivato via posta, a sorpresa: «Mi ha scritto una mia ex professoressa dicendomi di aver seguito tutta la campagna elettorale e di essere felice per me. Una bellissima sorpresa».

Le difficoltà. Certo non saranno sempre rose e fiori: «Ci troviamo in un momento in cui vestire la fascia tricolore non è che sia semplicissimo».

Francesca lo ha provato già sulla sua pelle: «Sono venute molte associazioni e cittadini a lasciarmi le loro segnalazioni - dice - qui è un continuo viavai ed accontentare tutti sarà una bella sfida».

Come una sfida sarà il futuro: «Per ora vivo ancora con i miei - rivela - poi vedremo come sistemarci e conciliare anche la carriera accademica».

I progetti. Sul fronte amministrativo, invece, Francesca ha le idee molto chiare: «Ci sono diverse idee da portare avanti - racconta - su tutte, stiamo predisponendo uno studio per cambiare la macchina comunale. Poi, va concluso l'ampliamento della scuola in val di Cava per garantire l'accesso a settembre a tutti i bambini iscritti. Sul lungo termine, invece, penso al rilancio del centro storico e al sostegno del commercio locale che deve ripartire».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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