Il Tirreno

Pontedera

Studenti-sardine per 27 classi ci sono solamente 23 aule

di Giacomo Pelfer
Studenti-sardine per 27 classi ci sono solamente 23 aule

Allarme al liceo Marconi in vista della prossima stagione L’aula magna sparirà e sarà divisa da una parete in cartongesso

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SAN MINIATO. La sfida è quella di incasellare 27 classi in 23 aule, di cui 20 già esistenti e 3 di prossima costruzione, con altre 4 tutte da “inventare”. Più che una sfida un rebus. Una sorta di Tetris umano che sta creando più di una preoccupazione al liceo Marconi di San Donato, alla prese con una carenza di spazi che ha il sapore del paradosso,per una scuola collocata in mezzo a un interporto mai decollato dove di stanze vuote ce ne sono eccome. Eppure è questa la situazione con la quale la scuola si trova a fare i conti. Situazione che ovviamente ha riacceso le polemiche contro la scelta, ormai imboccata, di concentrare a San Donato tutti gli indirizzi del Marconi. Dal prossimo settembre, infatti, i locali dell’interporto accoglieranno l’ultima quinta residua dell’ex Carducci di San Miniato e soprattutto le cinque classi del liceo Falchi di Montopoli, dopo il mancato rinnovo del comodato tra la Provincia e l’istituto del Divino Amore. A questo c’è da aggiungere l’incremento di iscritti, che porterà il totale del Marconi da circa 600 a oltre 650 ragazzi, stavolta non più suddivisi in 3 sedi separate ma concentrati tutti a San Donato.

Così, per far fronte all’incremento di studenti, la Provincia aveva raggiunto un preaccordo per l’affitto di due locali adiacenti alla scuola, che una volta suddivisi avrebbero permesso di ricavare rispettivamente 3 e 2 aule. Nelle ultime settimane, però, il colpo di scena. I proprietari del locale più piccolo (quello da 2 aule), hanno comunicato di non volerne più sapere, alimentando voci e ricostruzioni: c’è chi parla addirittura di uno strappo legato al mancato accordo sulla durata della locazione. «A quanto mi risulta – fa sapere invece l’assessore provinciale all’edilizia scolastica Miriam Celoni – parliamo di più proprietari che credo non abbiano trovato l’accordo tra di loro». Ad ogni modo, quel che è certo è che difficilmente la Provincia andrà alla ricerca di nuovi spazi prima del prossimo anno scolastico. Da qui la corsa ai ripari, per provare ad avere un numero di aule sufficienti. Appare ormai sicuro, infatti, che la scuola dovrà rinunciare all’attuale aula magna, destinata ad essere divisa in due da una parete mobile in cartongesso. Anche la stessa presidenza, addirittura, potrebbe essere sfrattata per lasciare il posto alla più piccola della classi del Falchi. L’ulteriore mancanza di spazi, poi, sarà risolta col sistema della turnazione, sfruttando cioè le aule lasciate vuote, di volta in volta, dalle classi impegnate nei laboratori o nelle ore di educazione fisica.

«È indubbiamente una situazione di disagio – commenta il dirigente Sandro Scapellato –. Quasi certamente avremo 27 classi da posizionare a fronte di 20 aule attualmente disponibili, più 3 che saranno realizzate. Senza l’aula magna non avremo locali dove ospitare iniziative. L’unica soluzione è quella di stringerci, a patto che si tratti solo di un anno, perché il futuro non può essere questo».

L’assessore Celoni, però, fa sapere che la ricerca di nuovi locali dipenderà dall’incremento dell’offerta formativa del Marconi: «L’idea – ricorda – è quella di richiedere un nuovo indirizzo per il prossimo anno, da programmare fra settembre e novembre. In quel contesto ci muoveremo per reperire spazi ulteriori, nella speranza che certe situazioni oggi “congelate” dai tanti fallimenti possano sbloccarsi a breve. In sostituzione dell’aula magna, invece, potremmo trovare un accordo con la Cassa di Risparmio di San Miniato, per usufruire dei locali adiacenti che l’istituto di credito utilizza per la formazione del proprio personale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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