Il Tirreno

Pontedera

Mancano oltre tre milioni di bollette e multe insolute

di Emilio Chiorazzo
Mancano oltre tre milioni di bollette e multe insolute

Nelle casse del Comune devono entrare ancora più di settemila euro di Tarsu È la tassa sui rifiuti (poi trasformata in tariffa) che risale addirittura a 15 anni fa

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PONTEDERA. Ci sono bollette che non sono mai state riscosse dal Comune. Risalgono al 1999: quindici anni fa. Sono quelle che richiedono ai cittadini la Tarsu, la tassa sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Un balzello che non c’è più da anni. Nel frattempo a Pontedera per i rifiuti si è pagata la Tia (cioè la tariffa), poi la Tares, mentre adesso è in vigore la Tari.

Ma non è l’unico tributo che rimane inevaso. Ci sono le mense, le rette per gli asili. E, soprattutto, le multe per il codice della strada.

I rifiuti. L’importo che il Comune di Pontedera non riesce a recuperano non è eccessivo: si tratta di poco più di settemila euro. E, nell’ultimo anno, sono sttai recuperati, dei vecchi bollettini della Tarsu, ben il settanta per cento delle cifre che rimanevano tra gli importi inesigibili.

Le contravvenzioni. È il capitolo più corposo. Anche quello che desta maggiori allarmi, perché la percentuale di multe che non vengono pagate s’aggira intorno alla metà e oltre di quelle messe a ruolo. E, purtroppo, non soltanto a Pontedera. Così racconta il bilancio del primo anno di attività della polizia municipale unica per l’Unione della Valdera.

Quelle che il Comune di Pontedera ha segnato come importi da incassare, nel bilancio consuntivo del 2013, superano abbondantemente i tre milioni di euro. E, come sottolinea la relazione dei revisori, l’importo pregresso «è stato incassato o eliminato per circa un terzo, il 30 per cento del valore residuo».

Al Comune vieve rivolto l’invito a una «maggiore incisività nel seguire l’operato del Concessionario e di verificare le’sigibilità effettiva del credito».

Mense e asili nido. Spesso gli importi che rimangono da incassare sono il termometro di una situazione di disagio economico, acuita anche dalla crisi, dalla perdita di lavoro o dalla riduzione di salario. Benché Pontedera e altri Comuni dell’Unione Valdera abbiano varato una serie di misure in aiuto a queste persone, c’è chi ha lasciato indietro i pagamenti della retta dell’asilo dei figli o la mensa scolastica: entrambe le voci incidono, nel rendiconto economico del Comune, per un importo che supera, di poco, i settantamila euro. tessa situazione riguarda anche gli affitti, di immobili, che il Comune incassa: a dicembre del 2013, rimanevano scoperti 17mila 700 euro.

La metà non paga alla scadenza. Nella tabella in cui pubblichiamo, per ogni Comune che appartiene all’Unione Valdera e che ha associato - da più di un anno – i servizi di polizia municipale, si nota bene come, un po’ ovunque, la differenza tra l’importo complessivo delle multe fatte e il totale incassato alla scadenza naturale, si aggira intorno al cinquanta per cento. Tanto per fare un esempio: a Pontedera durante tutto l’anno sono stati emesse 18.832 (tra verbali e preavvisi). Il totale dei soldi prodotti da questi verbali ammonta a 1.721.373,24 euro. Di questi sono stati incassati812,958,32. Vale a dire meno della metà. E la situazione non è differente nelle altre località.

Proprio per questo motivo, lì’Unione si è dotata di una organizzazione propria anche per l’incasso delle contravvenzioni che non vengono pagate entro i termini stabiliti.

Secondo le simulazioni che sono state fatte, nei mesi scorsi, la “vicinanza” e la possibilità di interloquire con la gente, aiuta a ridurre la percentuale di insoluti.

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