Italia
Mancano oltre tre milioni di bollette e multe insolute
Nelle casse del Comune di Pontedera devono entrare ancora più di 7mila euro di Tarsu. È la tassa sui rifiuti (poi trasformata in tariffa) che risale addirittura a 15 anni fa
PONTEDERA. Ci sono bollette che non sono mai state riscosse dal Comune di Pontedera. Risalgono al 1999: quindici anni fa. Sono quelle che richiedono ai cittadini la Tarsu, la tassa sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Un balzello che non c’è più da anni. Nel frattempo a Pontedera per i rifiuti si è pagata la Tia (cioè la tariffa), poi la Tares, mentre adesso è in vigore la Tari. Ma non è l’unico tributo che rimane inevaso. Ci sono le mense, le rette per gli asili. E, soprattutto, le multe per il codice della strada.
Per quanto riguarda i rifiuti, l’importo che il Comune di Pontedera non riesce a recuperano non è eccessivo: si tratta di poco più di settemila euro. E, nell’ultimo anno, sono sttai recuperati, dei vecchi bollettini della Tarsu, ben il settanta per cento delle cifre che rimanevano tra gli importi inesigibili. Sulle contravvenzioni, invece, il capitolo più corposo. Anche quello che desta maggiori allarmi, perché la percentuale di multe che non vengono pagate s’aggira intorno alla metà e oltre di quelle messe a ruolo. E, purtroppo, non soltanto a Pontedera. Così racconta il bilancio del primo anno di attività della polizia municipale unica per l’Unione della Valdera. Quelle che il Comune di Pontedera ha segnato come importi da incassare, nel bilancio consuntivo del 2013, superano abbondantemente i tre milioni di euro. E, come sottolinea la relazione dei revisori, l’importo pregresso «è stato incassato o eliminato per circa un terzo, il 30 per cento del valore residuo». Al Comune vieve rivolto l’invito a una «maggiore incisività nel seguire l’operato del Concessionario e di verificare le’sigibilità effettiva del credito».
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